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La musica di Franz Schubert

La musica di Franz Schubert


Le grandi figure del Romanticismo inAustria e in Germania: Franz Schubert, Carl Maria Von Weber, Felix Mendelssohn e Robert Schumann.

Franz Schubert nasce a Vienna nel 1797, e ivi morirà nel 1828 per febbre tifoide. Per alcuni anni fu allievo di Salieri. Non conobbe, in vita, i tributi che pur avrebbe dovuto meritare, non conoscendo grandi affermazioni pubbliche (inficiate in parte dal suo scarso virtuosismo al pianoforte) e non vedendo suonare la sua musica, se non in piccola parte, nei grandi teatri pubblici; l’unico grande concerto fu quello organizzato a Vienna nel 1828, l’anno stesso della sua morte.
In Schubert si riconosce unanimemente il grande maestro del Lied romantico.
Con Lied si intende un canto in lingua tedesca. La fortuna del Lied si appannò a causa dell'affermarsi dell'opera italiana nei paesi di lingua tedesca, nella prima parte del XVIII secolo. Dopo il 1750, l'interesse per il Lied rinacque progressivamente. L'accompagnamento passò man mano dal basso continuo al pianoforte. La forma del Lied fu accolta anche nel genere operistico tedesco del singspiel. Nel primo ottocento si affermò una tipologia popolaresca (il volkstümliches Lied), che sarà coltivata anche dai massimi autori di Lieder, a partire da Franz Schubert, i quali tuttavia approfondiranno anche il lato espressivo, affidandosi spesso a testi letterari di grande prestigio, quali Goethe, Schiller e Heine. Nella seconda metà del secolo l'accompagnamento sarà talvolta affidato all'orchestra. Nella musica strumentale la forma-Lied (Liedform) indica una struttura ternaria A B A, impiegata spesso nei tempi lenti delle sinfonie, delle sonate e delle composizioni da camera. Il Lied fu una delle più belle creazioni del romanticismo tedesco. Si tratta di una composizione da camera con voce solista accompagnata al pianoforte. A differenza dell'aria e della cantata da camera italiana, il Lied ricercava un'intesa quanto mai integrata fra testo poetico e melodia.
Nelle mani di Schubert questa breve composizione cameristica diventa un veicolo di folgoranti rivelazioni, dato che l’austriaco vi riversò geniali invenzioni melodiche e intuizioni armoniche di straordinaria originalità. Schubert si accostava a testi di grande poeticità, tratti da Goethe, Heine o poeti assai più modesti, adottando soluzioni formali molto varie, illuminando situazioni poetiche già di per sé altissime. Schubert produce 603 lieder, e tra questi ricordiamo i cicli de La Bella Mugnaia e il Viaggio d’Inverno, su testi di Muller, che finiscono per liberarsi da quella facile vena sentimentale assumendo significati ben più ampi. Nel viaggio d’inverno infatti il viaggio invernale di un giovane respinto diviene un tragico percorso di annientamento, e il protagonista diventa emblema di una condizione di estraneità, di un disagio esistenziale, che sono caratteri peculiari della poetica di Schubert. Ne Il Viandante, questa poetica dell’inquietudine mai appagata, assume punte straordinarie. È appunto con la figura del “wanderer” che si può, secondo Adorno, spiegare l’originalità del rapporto di Schubert con le grandi forme classiche, la natura dei suoi lunghi percorsi formali, aperti e liberi, diversi dalle rettilinee tensioni delle pagine beethoveniane. I percorsi schubertiani sembrano non condurre l’ascoltatore ad una metà precisa, aprendo invece percorsi dialettici basati su sfumate divagazioni oniriche alla ricerca di una indeterminata catarsi.
Per quanto riguarda la musica strumentale, Schubert non vi giunse ad una matura e coerente definizione formale con la stessa rapidità a cui era giunto coi Lied. Si nota, si diceva, una totale indipendenza dai modelli beethoveniani: ecco dunque una originalissima inventiva melodica unita ad una maniera di costruire pezzi di ampio respiro che ignorano la rettilinea stringatezza della dialettica tematica di Beethoven e preferiscono indugiare sulla ripetizione delle idee melodiche fondamentali, che pur non sviluppandosi, trascolorano abilmente.
La poetica musicale di Schubert è quella dello smarrimento della generazione romantica post beethoveniana: smarrita, vittima del crollo degli ideali rivoluzionari e dell’avvento della Restaurazione. La produzione strumentale schubertiana ha come punto di svolta il 1820, l’anno della conquista della maturità. Due capolavori come la Sonata in la maggiore e il Quintetto in la maggiore del 1819 sono le sintesi conclusive del periodo giovanile, mentre i tre Quartetti, un Ottetto, due Trii con pianoforte, un Quintetto per archi e molta musica per pianoforte, sono i capolavori della maturità.
Altri importanti lavori schubertiani furono quelli riguardanti il teatro musicale, la musica sacra e la Hausmusik. Del primo ricordiamo Alfonso ed Estrella; del secondo l’oratorio Lazarus; del terzo le musiche per pianoforte a quattro mani, come la Fantasia in fa minore.
Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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