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La musica strumentale in Francia a fine '800


Alla fine dell’Ottocento, in entrambi i paesi, la musica strumentale inizia a ritagliarsi nuovamente uno spazio importante.
Camille Saint – Saens (Parigi 1835 – Algeri 1921) fu un fanciullo prodigio che nel 1871, a 36 anni, fondò, assieme a Bussine, la Societè Nationale de Musique, per la diffusione della musica francese contemporanea. Fu un uomo polemico, radicato nella tradizione, in nome della quale difese strenuamente Wagner, Liszt, Berlioz e Franck, osteggiando di contro la musica di Dukas e Debussy.
Gabriel Faurè (Ariège 1845 – Parigi 1924) fu discepolo di Saint – Saens. Più moderno e aperto rispetto al maestro, sensibile alle tendenze europee, inaugurò lo stile tipico della musica strumentale francese di fine Ottocento: leggerezza, trasparenza della tessitura sonora, uso sapiente dell’orchestra, carattere elegante e allusivo delle linee melodiche, conoscenza tecnica molto solida ma non esibita, esotismi, diffidenza nazionalistica per tutto ciò che appariva più tipicamente “tedesco”, e dunque, diffidenza verso la grande retorica romantica di matrice beethoveniana e verso le sonorità composite e massicce di Wagner.
Cèsar Franck (Liegi 1822 – Parigi 1890) fa un po’ eccezione in questo contesto, per certi suoi evidenti legami con la musica tedesca, specie con Bach e Wagner. Ma la sua fu una semplice devozione da allievo, andando ben presto a elaborare un proprio ideale compositivo. Come Brahms, si mantenne fedele alle forme cameristiche e sinfoniche classiche, i cui principi costruttivi sviluppò mediante l’adozione del procedimento ciclico. Il procedimento ciclico consisteva nell’utilizzare un unico tema, convenientemente sviluppato e variato in forme a più movimenti, lo possiamo riscontrare nella famosa Sonata per violino e pianoforte.
La musica strumentale, per quanto resuscitata, doveva comunque fare i conti con un forte contesto operistico, ancora ben saldo e sorretto dai favori di un largo pubblico. Il più importante rappresentante francese del mondo dell’opera è sicuramente Jules Massenet (Saint – Etienne 1842 – Parigi 1912). Massenet compose opere di sottile ed elegante esplorazione dell’animo femminile, di sensuali dolcezze, di struggenti malinconie.
In Italia risalta per primo il nome di Arrigo Boito (Padova 1842 – Milano 1918), che pretese di rifarsi a Wagner con il suo Mefistofele, intersecandolo con il Faust di Goethe.

Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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