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Wolfang Amadeus Mozart : una breve biografia


nasce a Salisburgo nel 1756. Fu un genio universale, che incarna la cifra perfetta del classicismo. La sua importanza storica è enorme, la sua opera compositiva comprende tutte le forme e tutti i generi musicali dell’epoca, ed è difficile dare un giudizio capace di renderne pienamente il significato ed il valore.
Mozart fu un genio che sintetizzò le esperienze della musica settecentesca europea , contribuendo in maniera decisiva ad indirizzarla verso la via del moderno soggettivismo critico, sottraendola al vacuo edonismo. Mozart trasforma l’aggraziata scrittura rococò nell’armoniosa e vigorosa espressione dello stile del classicismo viennese, mantenendo un tocco di spontaneità espressiva che mai nessuno è riuscito ad eguagliare. Il classicismo mozartiano non era certo un qualcosa di ingenuo, ma si basava su precise e consapevoli scelte estetiche e ideologiche; le sue composizioni sono spesso solcate da ombre profonde, da vertiginose inquietudini di stampo decisamente preromantico.
L’opera strumentale di Mozart è di un sovrumano livello qualitativo. Paradossalmente fu proprio lo strabiliante livello in questione a impedire per parecchio tempo un compiuto processo di comprensione storica. Le opere di Mozart sono elencate nel famoso Catalogo Köchel creato a metà Ottocento da Ludwig von Köchel. Ogni opera del compositore salisburghese è stata catalogata con numeri progressivi preceduti dalla sigla K (o KV) indicante Köchelverzeichnis, cioè Catalogo Köchel in tedesco.
Quanto Mozart scrive, a proposito del Don Giovanni, in una lettera al padre è utile a fare capire quale sia l’aspetto discriminante di tutta la sua musica.
Le passioni non devono mai essere espresse in modo tale da suscitare disgusto e la musica anche nelle situazioni più terribili non deve mai offendere l’orecchio, non deve mai cessare di essere musica. Mozart afferma dunque un ideale estetico costituito da una sorta di olimpico equilibrio espressivo. Pur scegliendo un personaggio che ha la mancanza di freni e l’infrazione degli equilibri come caratteri peculiari, Mozart riesce a conservare un infallibile controllo formale sui mezzi espressivi che impiega.
In campo sinfonico produsse una cinquantina di sinfonie tra di loro assai diverse e impossibili da classificare secondo caratteri univoci. Dei concerti ne contiamo sette per violino e ventiquattro per pianoforte, oltre a svariati per flauto, flauto e arpa, fagotto, e corno). Ad una cinquantina ammontano i brani orchestrali, come le serenate (Piccola serenata notturna), i divertimenti, le cassazioni e le danze.
Un momento fondamentale della composizione mozartiana è costituito dalla musica da camera. Comprende 23 quartetti per archi, 9 quintetti, 46 sonate per violino e una imponente raccolta di composizioni per pianoforte che consacreranno questo strumento a ruolo di protagonista assoluto del Romanticismo.
La musica sacra comprende 19 messe , drammi sacri e oratori. Alla musica vocale profana, 40 lieder, e soprattutto opere celeberrime quali Il Ratto del Serraglio, un Singspiel, Le nozze di Figaro e Il Don Giovanni; i capolavori dell’ultima stagione saranno Così fan tutte (opera buffa), La clemenza di Tito (ripensamento dell’opera seria), Il flauto magico (reinvenzione del Singspiel)
Il Singspiel (termine che significa letteralmente "canto e recitazione") è un genere operistico in voga tra il XVIII e il XIX secolo, sorto e sviluppatosi in area tedesco-austriaca.Si caratterizza per l'alternanza di parti parlate e parti cantate. A differenza dell'opera italiana che prevede recitativi cantati, nel Singspiel i recitativi sono perciò parlati, in lingua tedesca, come nel teatro di prosa. I brani vocali sono generalmente semplici e strofici, simili ai Lieder. Tale genere, come le forme corrispondenti della ballad opera inglese, dell'opéra-comique francese e della zarzuela spagnola, appartiene alla sfera del teatro popolare, on colto, scritto in lingua locale, destinato a piccoli palcoscenici. I soggetti prediletti sono fantastici, favolistici o parodistici, comunque di facile presa sul pubblico.

Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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