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Condizioni di svalutazione


Quali sono le condizioni in base alle quali un deprezzamento o una svalutazione del tasso di cambio provoca un effetto positivo sulla bilancia commerciale/delle partite correnti?
Se queste condizioni sussistono una svalutazione del cambio può avere un effetto di risanamento, di riequilibrio e perfino di traino della crescita: abbiamo parlato di “export led growth” cioè di crescita trainata dall’esportazione, fenomeno ricorrente nella storia economica del mondo, è stata trainata dalle esportazioni ma non solo (come la crescita economica del miracolo italiano degli anni ’50-’60 oppure quello asiatico del ‘70). È importante sapere se il tasso di cambio può essere adottato come stimolo all’esportazione e quindi alla crescita.

Curiosità: per certi versi anche la storia economica degli ultimi 10 anni (crisi terribile per l’economia italiana) è molto influenzata dalla speculazione; soltanto dal 2015 si registra una modesta crescita, si parla di declino, stagnazione, di crescita zero o negativa (2009-2010). Se si depurano questi dati dalle esportazioni italiane i risultati sono ancora più terribili. È pertanto necessario parlare di una difesa e di una ripresa dell’economia italiana dipendente molto dall’esportazione.
Come la svalutazione del cambio può far crescere le esportazioni, diminuire le importazioni (quindi migliorare le esportazioni nette) e dare un contributo più forte alla crescita del PIL (reddito)
Y=C+I+X-M   M = esportazioni nette
Maggiore è l’impatto della svalutazione del cambio sull’esportazioni nette, maggiore è il contributo che si ha alla crescita del PIL: questo è l’obiettivo. Come si dimostra? Si parte da una situazione di equilibrio (bilancia commerciale=0) cioè quando il valore delle esportazioni di un paese equivale al valore delle importazioni → X-M=0 e qui la bilancia commerciale è in pareggio.
Si deve dimostrare che diminuendo il valore del cambio, cioè deprezzando l’euro, si ha un avanzo (segno positivo) nella bilancia commerciale cioè il valore dell’esportazione supera il valore dell’importazione → (X>M). Bisogna partire da una situazione di equilibrio, poi immaginare una svalutazione del cambio, a quel punto verificare quali sono le condizioni per cui il valore della bilancia commerciale è maggiore di zero.

Equilibrio → svalutazione cambio → Bc > 0 → L'obiettivo è trovare le condizioni per cui, se il tasso di cambio si svaluta ( r perde valore, l'Euro da essere 1E=1$ diventa 1E=,5$) il saldo della bilancia commerciale, delle partite correnti migliora, perché se è zero deve diventare positivo.
Questo è il saldo della bilancia commerciale: pxqx-(pmqm/r)
Questo è il valore delle esportazioni. Come si determina? Si prende la quantità di tutti i beni che si esportano e la si moltiplica per il loro prezzo (ricordando che la bilancia commerciale registra tutte queste transazioni), poi si somma tutto e questo è il valore delle esportazioni nette, si sottrae il valore delle importazioni diviso il tasso di cambio (perché si devono confrontare due valori in euro, nella stessa moneta), questa differenza mi dà zero.

Es.: due paesi Italia-America - Q(iphone)=1000x500$=500.000$ (diviso il tasso di cambio 1euro/1$)→ 500.000 euro, cioè il valore delle importazioni in euro → pxqx - (pmqm/r) →  bp=0     
Il valore da muovere, da modificare per trovare un risultato, cioè bp=0, è il tasso di cambio(r) svalutando la mia moneta (r perde valore). Il tasso di cambio, “r” è sotto solo il valore delle esportazioni, cioè pm e qm, valore in dollari.
Bisogna ora capire di quanto si devono modificare queste 4 grandezze per avere un valore maggiore di zero. In questo modo ho dimostrato che, svalutando r ottengo un saldo della bilancia commerciale positivo.
Questo è reso ancora più facile da una Ipotesi abbastanza realistica:

I prezzi interni ( px) e i prezzi internazionali dei beni importati ( pm) non si modificano se svaluto la moneta, pm e  px quindi stanno fermi e l’impatto si avrà su  qx e  qm, perché se r si svaluta è molto verosimile che aumenti la quantità di merci che gli stranieri si comprano, perché loro vedono che sono più convenienti se la moneta (l'Euro) si svaluta. Dunque, qx sale e qm scende, se si svaluta l'Euro. Con una moneta forte, tutti possono comprare i beni, ma se la moneta svaluta, dimezza il valore, molte meno persone si possono permettere quel bene.
La variazione di r non ha impatto su px o su pm ma ha un impatto positivo su qx e negativo su qm (perché diminuisce). Bisogna capire quali sono le condizioni per cui qm scende, r scende e qx sale. Alla fine si avrà  pxqx=pmqm/r >0 a seguito di questi tre movimenti.
Dopo che r perde valore, bisogna trovare di quanto deve diminuire qm e di quanto deve aumentare qx per avere alla fine un risultato positivo.

Immaginiamo ora di dividere entrambi i membri per questa seconda parte. È la stessa cosa? È come scrivere 8=8/8 (divido per tutti e due) quindi entrambi i membri sono divisi per il secondo a r pxqx/pmqm = 1 questo è un altro modo per scrivere la relazione e consente di vedere meglio ciò che si vuole dimostrare, cioè di quanto devono cambiare qx e qm quando r si svaluta. Devo trovare un risultato che alla fine arrivi ad essere maggiore di 1, perché se fosse uguale avremmo un saldo commerciale in equilibrio pari a zero.
Per raggiungere l'obiettivo da dimostrare, dobbiamo avere in seguito a una svalutazione di r, che la relazione sopra riportata sia maggiore di 1.

Immaginiamo che, a seguito della svalutazione, non cambiano né pxpm e neanche cambia la quantità dei beni importati qm. Se si svaluta l’euro, io ho più difficoltà ad importare dall’estero (es. benzina che costa di più) però per un qualche ragione io non ci voglio rinunciare e faccio sacrifici perché è un bene che mi serve. Si svaluta la moneta e invece di importarne di più, ne importo la stessa quantità (aumenta la bolletta petrolifera), ma magari taglio il consumo di un altro bene e faccio sacrifici. Quindi immaginiamo che  qm resti fissa a questo punto  r  si è svalutato quindi è sceso; qx deve aumentare per avere un risultato maggiore di 1; se ad esempio r è diminuito del 10%, allora l'Euro si è svalutato del 10%, di quanto deve aumentare la quantità di beni che io esporto in modo da avere la relazione maggiore di 1 e non uguale a 1? qx deve aumentare di poco più del 10%.
Quando la variazione in percentuale di q è maggiore della variazione di percentuale di r, ovvero quando la variazione relativa dei beni esportati rispetto alla variazione del tasso di cambio è maggiore di 1 (ad esempio 11/10 = > 1), quindi quando l'ELASTICITÀ delle esportazioni rispetto al cambio è maggiore di 1 si verifica la condizione per cui una svalutazione del cambio provoca un miglioramento della bilancia commerciale.
La stessa cosa avviene al contrario: immaginiamo che, nonostante i nostri beni costino di meno, qx non cambi, gli americani non comprano, non si stimola più domanda straniera nonostante si sia svalutato il cambio. Allora di quanto stavolta bisogna diminuire i beni importati per avere un rapporto che sia maggiore di 1? Il rapporto si deve diminuire di una percentuale maggiore alla svalutazione: svaluto del 10% l'Euro, riduco le importazioni di beni del 20%, è come se si riduce il denominatore di più rispetto a quanto riduci il numeratore (denominatore diminuisce ma il numeratore lo fa di più). In questo caso si avrà un risultato maggiore di 1 ed è una situazione in cui l'elasticità dei beni importati rispetto al tasso di cambio è maggiore di 1 se questa condizione si verifica, si ha un effetto positivo della svalutazione.

Tratto da STORIA DELLA POLITICA ECONOMICA INTERNAZIONALE di Federica Palmigiano
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