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L’ipotetica influenza di Warburg su De Martino



Ma cosa induce a soffermarsi sulla possibilità che alcune idee di Warburg - relative alle immagini e al loro trattamento - potessero in qualche modo influenzare de Martino?

Secondo Faeta e al suo "livello di pelle", la feconda contraddittorietà demartiniana, che gli fa commissionare immagini preziose che poi non utilizza o sotto-utilizza, che lo induce a un comportamento ambivalente nei confronti di fotografi e fotografie, un atteggiamento che richiama quello warburghiano. Ma, a prescindere da un intuito a pelle, vi è l'esistenza dell' Atlante figurato del pianto, contenuto in Morte e pianto rituale; capitolo che è impostato con singolare impronta warburghiana e che rivela qualche somiglianza in particolare proprio con il Mnemosyne; si rinviene al suo interno la centrale importanza dell'immagine nel testimoniare i processi culturali. (Se vogliamo minuziosamente entrare nel particolare anche il lessico utilizzato da de Martino non è proprio dell'antropologia e della demologia dell'epoca, ma tendenti a un Warburg). Dunque alcuni indizi rinviano al fatto che de Martino possa aver orecchiato idee warburghiane e sul piano generale e in fatto di immagini e che proprio questa apertura, possa avere reso il suo lavoro specifico, a tratti abbastanza eccentrico rispetto agli schemi diffusi del neorealismo italiano.
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