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Etnografie russe fra il 1920 e il 1930 (La repressione della cultura sciamanica in URSS fra gli anni '20 e '30 del sec. XX. I casi di G.V. Ksenofontov e I.M. Suslov)

Argomento della presente tesi è la situazione generale dell'etnografia sovietica negli anni delle grandi purghe staliniane, vista attraverso gli studi sullo sciamanesimo compiuti da due antropologi russi: G. I. Ksenofontov e I. M. Suslov.
Dopotutto, come scrive Znamenski nell'ultimo capitolo del suo "the beauty of the primitive": il quadro dello sciamanesimo nell'immaginario moderno non è completo senza esplorare come il marxismo sovietico ha visto questo fenomeno e cosa è successo con lo sciamanesimo nella sua patria classica sotto il comunismo e oltre (Znamenski A. , 2007).
In modi e per motivi diversi, questi due autori hanno rappresentato due diverse facce dell'etnografia russa del secolo passato e pur essendo riconosciuti oggi come due autori di grande importanza, essi restano ancora non del tutto noti nel mondo accademico italiano; e i loro lavori sono in larga parte sconosciuti.
[...]
In anni recenti, poi, la caduta dell'Unione Sovietica, ha prodotto «un "ritorno" delle popolazioni siberiane sul teatro globale dello sciamanesimo» (Botta, 2019) e questo processo sta andando avanti anche oggi. Esattamente cento anni fa, però, anche l'etnografia e lo studio delle religioni vivevano in Russia un periodo di tragico oscurantismo.
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Le storie degli etnografi presentati in questo studio gravitano intorno agli eventi della storia sociopolitica russa fra il 1927, anno di inizio del terrore staliniano, e il 1929, l'anno di maggior recrudescenza delle persecuzioni religiose (Montanari & Zakery, 2021).
Questo lavoro si articola in quattro capitoli, di cui il terzo e il quarto costituiscono il fulcro.
[...]
Il capitolo secondo mostrerà brevemente alcuni esempi di ciò che il terrore staliniano ha rappresentato per le scienze in generale e per l'etnografia in particolare, introducendo il discorso sulla figura di Gavriil Vasil'evič Ksenofontov, che sarà argomento del capitolo terzo.
In relazione a Ksenofontov, in appendice a questo lavoro verranno riportate la traduzione di un intero capitolo di quello che fu probabilmente il suo principale lavoro: "Uraangkhai-Sakhalar", così come anche quella di un breve brano tratto da "Leggende e racconti sugli sciamani, presso gli jakuti, i buriati e i tungusi". Già in queste poche pagine si vedrà come rari siano i veri attacchi portati allo sciamanesimo da questo importante Autore e, al contempo, nel capitolo a lui dedicato si cercherà di mostrare fino a che punto, invece, la designazione di quest'uomo quale "nemico del popolo" non sia realmente dipesa dalla sua posizione scientifica ma dalle sue posizioni politiche.
[...]
Nel quarto capitolo, infine, seguirà una presentazione di Innokentij Mikhailovič Suslov partendo dalla narrazione della vita di suo nonno, missionario ortodosso di Turukhansk e di suo padre, anch'egli divenuto prete missionario.
Qui si prenderanno in considerazione alcuni articoli di antropologi contemporanei, quali ad esempio David G. Anderson e altri in relazione alla figura di Suslov e al ruolo a lui spesso associato di uno fra i massimi oppositori dello sciamanesimo.
La domanda che ci si riguarda il come e il perché un autore come Innokentij M. Suslov abbia potuto mettere la conoscenza etnografica al servizio dell'antropologia politica insita nella mentalità sovietica degli anni staliniani.
In questo lavoro, si cercherà di definire i contorni di una vita che ha dato sì la luce a lavori quali "Šamanstvo i bor'ba s nim" [lo sciamanesimo e la lotta contro di esso] e "Šamanstvo kak tormoz socialističeskogo stroitelʹstva" [Sciamanesimo come freno alla costruzione socialista] ma che, forse, in verità, ha creato questi lavori non di propria volontà ma sotto la pressione politica in cui questo autore viveva. In questo quarto capitolo, si porterà alla luce un documento (conservato negli archivi privati della famiglia Suslov) in cui si potrà leggere la dura redazione a un articolo richiesto a Suslov a fini propagandistici e si potrà forse capire fino a che punto, anche alla luce della storia personale e familiare del nostro Autore, questa redazione possa essere apparsa allarmante per Suslov stesso.
L'articolo era stato richiesto dalla redazione della più importante rivista di propaganda antireligiosa russa ed è relativa proprio al lavoro che sarebbe stato intitolato (da Suslov stesso? Dal redattore? Probabilmente dal redattore stesso e dalla sua redazione) "lo sciamanesimo e la lotta contro di esso", passando alla storia come uno dei massimi attacchi allo sciamanesimo in quanto sistema di credenze e, soprattutto, in quanto funzione sociale.

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INTRODUZIONE Argomento della presente tesi è la situazione generale dell’etnografia sovietica negli anni delle grandi purghe staliniane, vista attraverso gli studi sullo sciamanesimo compiuti da due antropologi russi: G. I. Ksenofontov e I. M. Suslov. Dopotutto, come scrive Znamenski nell’ultimo capitolo del suo “the beauty of the primitive”: il quadro dello sciamanesimo nell'immaginario moderno non è completo senza esplorare come il marxismo sovietico ha visto questo fenomeno e cosa è successo con lo sciamanesimo nella sua patria classica sotto il comunismo e oltre. (Znamenski A. , 2007) In modi e per motivi diversi, questi due autori hanno rappresentato due diverse facce dell’etnografia russa del secolo passato e pur essendo riconosciuti oggi come due autori di grande importanza, essi restano ancora non del tutto noti nel mondo accademico italiano; e i loro lavori sono in larga parte sconosciuti. Di sicuro, va ricordato che, come scrive Andrei Znamenski, che: La spiritualità dei nativi siberiani ha condiviso il destino di tutte le confessioni religiose nella Russia sovietica, compreso il cristianesimo, il buddismo tibetano e l'islam. Come queste e altre religioni, anche lo sciamanesimo ha visto il suo

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Informazioni tesi

  Autore: Pietro Sferrino
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Laurea Magistrale in
  Corso: Cattedra di Storia delle religioni
  Relatore: Sergio Botta
  Lingua: Italiano

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