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Cervicalgia


La parte del rachide che viene maggiormente colpita da situazioni dolore è il tratto cervicale per via non solo della maggiore lassità legamentosa e muscolare, ma anche per la sua eccessiva capacità di mobilizzazione rispetto al resto dei vari segmenti della colonna e per il mantenimento dell’orizzontalizzazione del capo.

Le cause del dolore cervicale possono essere dovute a:
1. Mantenimento dell’equilibrio statico e dinamico del capo;
2. Alterazioni posturali;
3. Mantenimento nel tempo di contratture muscolari con conseguenze ischemia;
4. Stati di stress psicologico, d’allerta e d’attenzione;
5. Eccitazioni dinamiche ripetute.


Tutti i movimenti del capo che normalmente non creano alcun tipo di disturbo, se eseguiti in modo continuo, possono creare una situazione di dolore per via del mantenimento della contrazione muscolare, che per via della sua forza, comprimenti i vasi e le arterie, può portare ad un caso di ischemia. Ovviamente i muscoli originandosi e inserendosi al livello vertebrale comportano anche ad una compressione del disco intervertebrale ostacolandone il ricambio osmotico che è alla base del suo metabolismo.

Anche il contributo delle alterazioni posturale contribuisce nelle possibili patologie dolorose del tratto cervicale, perché una ipercifosi dorsale, conseguenzialmente per un fenomeno di compenso, comporta ad un aumento della curvatura lordotica del tratto cervicale con conseguente contrazioni dei muscoli del collo, restrizioni del forame vertebrale che ne consegue una compressione nervosa e per via delle eccessive tensioni la prima porzione della colonna è sottoposta a forze di taglio che aumentano le forze di contrasto cartilaginee delle faccette articolari. L’eccessiva contrazione muscolare si riflette anche sui muscoli del cingolo scapolo-omerale causando patologie algiche della spalla.

Il generico Neck Pain (NP) può avere due forme, una acuta e l’altra con insorgenza graduale.
1. La forma acuta, si manifesta con il paziente che lamenta dolore in una determinata area della nuca, ed è impossibilitato nei movimenti di rotazione laterale del capo per la torsione del rachide cervicale. Tale forma si manifesta con nausea, cefalea, ronzio auricolare e stato confusionale.
2. La forma ad insorgenza graduale, si manifesta con un dolore sordo diffuso per tutto il rachide, che aumenta gradualmente con improvvisi stati di dolore acuto su tutto il rachide durante i movimenti di estensione e torsione laterale del capo.

Una forma tipica del NP è la cervico-brachialgia, con dolore irradiato anche al livello di uno o di entrambi gli arti superiori. Tale forma di NP si accentua durante lo stazionamento della posizione supina che si allieva quando vengono portate le mani dietro al capo. Tale forma si manifesta per una compressione delle radici dei nervi della regione cervicale, o per un’ernia del disco o per artrite e in tutti questi casi il dolore è violento e improvviso.

Nel caso del torcicollo, si uno stazionamento della contrazione muscolare principalmente dello sternocleidomastoideo e dei muscoli più profondi del collo, che ne impediscono i vari movimenti del capo, con suddetta inclinazione e deviazione laterale. Il soggetto in questo caso per ruotare la testa deve ruotare tutto il corpo (ciò può essere dovuto ad esempio per un colpo di freddo).

Un altro fattore traumatico che interessa il rachide cervicale è il colpo di frusta che si può manifestare in seguito ad una caduta ma più frequentemente inseguito ad un incidente che può essere sia frontale che per tamponamento.
Nel caso di un incidente frontale, al livello del rachide avviene che la colonna vertebrale ed il capo vengono proiettati in avanti con le susseguenti distensioni muscolari, legamentose e tendinee che ne aumentano anche la pressione sui dischi intervertebrali, e per quella che è l’energia elastica che viene accumulata durante tale movimento si riporta il corpo nella posizione iniziale.
Fenomeno inverso invece si verifica durante un tamponamento, che ha una entità maggiore nel danno del rachide cervicale, ed in questo caso il corpo tende prima ad iperestendersi posteriormente, e poi per la forza elastica generata viene proiettato in avanti. In tale modalità di incidente si possono verificare danni del legamento longitudinale anteriore, ai tessuti molli della regione anteriore del rachide, e maggiormente ai muscoli sternocleidomastoideo, scaleno e lunghi del collo.
Se al momento dell’incidente il collo non è in direzione dell’accelerazione allora i danni sono aggravanti, e durante una modalità traumatica del genere le conseguenze si riscontrano anche perché il soggetto non avvertendo il pericolo non ha il tempo di poter attivare quelle che sono delle attivazioni riflesse che fungerebbero da difesa per il nostro corpo.

Il colpo di frusta è caratterizzato da due forme di sintomatologie:
1. Precoce, con cervicalgie, fragilità dei muscoli cervicali anteriori e posteriori, limitazione di rotazione e di flessione laterale del capo, cefalea ecc. che possono perdurare per 1-3 mesi fino a 6 mesi.
2. Tardiva, presenta gli stessi sintomi sopra indicati con però l’aggiunta di ansia, depressione ed insonnia.

Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
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