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Rachide e Postura


Al livello cerebrale si ha una scarsa rappresentazione del rachide, ed è proprio per questo che si lavora con esercizi di propriocezione con contrazione e decontrazione muscolare della colonna vertebrale, con l’utilizzo anche di specchi angolari ed uno posizionato al di sopra del capo.

La colonna vertebrale ha 3 funzioni principali che sono:
1. È il punto di unione tra la pare superiore e quella inferiore del corpo;
2. Mobilità del tronco;
3. Protezioni dei costituenti nervosi.

La colonna vertebrale è possibile osservarla mediante una RX dove sul piano frontale appare rettilinea, mentre vista sagittalmente si possono apprezzare 4 curvature quali:
1. Curva di lordosi cervicale, articolata e a concavità posteriore (20° circa), ed è meccanicamente la più debole e comprende le 7 vertebre sacrali;
2. Curva di cifosi dorsale, articolata e a concavità anteriore (30°- 40°) comprende le 12 vertebre toraciche;
3. Curva di lordosi lombare, articolata e a concavità posteriore (40°- 50°+) la quale meccanicamente è la più mobile e quindi la più soggetta a fattori di rischio. Comprende le 5 vertebre lombari.
4. Curva sacrale, convessa posteriormente, risulta essere la più rigida e si articola al bacino.

Le curve della colonna vertebrale si sviluppano in tempi differenti, infatti le curve cifotiche vengono definite primarie, perché si sviluppano prima, mentre quelle lordotiche secondarie, le quali come già detto in precedenza essendo maggiormente mobili sono più soggette a problemi di rischio.
La curva cifotica dorsale, invece avendo una maggiore concavità anteriore, risente non solo del gravare del peso corporeo, ma anche di momenti di forza che comportano flessioni del rachide.

Sulla colonna vertebrale si hanno due tipi di strutture che garantiscono la sua stabilità e la mobilità, che sono i sistemi di controllo attivi e passivi.

• I sistemi di controllo passivi, articolazioni, dischi e gabbia toracica, sviluppano il blocco articolare generando una risposta meccanica di resistenza antagonista alla deformazione. 
Le alterazioni di tali sistemi sono le più dannose, visto e considerato che la colonna vertebrale ospita nel suo interno la rete del sistema nervoso del nostro corpo, e quindi ad esempio lo schiacciamento o la deviazione della colonna potrebbe causare danni reversibili come anche irreversibili.
L’aspetto positivo di tale sistema è che per il suo funzionamento richiede di una soglia di energia molto vicina a quella del metabolismo basale.

• I sistemi di controllo attivi, invece sono rappresentati dai muscoli della colonna e dai muscoli dell’addome, i quali hanno una maggiore valenza nell’equilibrio posturale e di un suo eventuale riassettaggio, garantendo anche la funzione cinematica cosciente della colonna vertebrale. L’unico svantaggio che essi presentano, è l’alta richiesta energetica.
Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
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