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I principi della croce rossa


Secondo aspetto: la CR trova fondamento in 7 principi che vengono sanciti nel suo statuto:
1.    UMANITA’: tale principio sottolinea due aspetti: prestare soccorso in modo indiscriminato ma soprattutto prevenire e lenire le sofferenze degli uomini nel rispetto della persona umana, proteggendo la vita e la salute; la categoria “nemico” viene sostituita da quella “umano” che vince ogni differenza;
2.    NEUTRALITA’: principio cardine della CR: essa si astiene nel prendere parte alle ostilità, rimane neutrale nei confronti del conflitto;
3.    IMPARZIALITA’: poiché mantiene un atteggiamento non discriminante verso nazionalità, razza, religione, condizione sociale ed appartenenza politica;
4.    INDIPENDENZA: l’organizzazione svolge attività umanitarie come ausiliare dei poteri pubblici ma, allo stesso tempo, deve rimanere una cera autonomia che le permetta di operare secondo i principi stabiliti.
5.    UNITA’: prevede che in un territorio vi sia una sola associazione.
6.    UNIVERSALITA’: tutte le società hanno uguali diritti ed hanno il dovere di aiutarsi reciprocamente (art. 1);
7.    VOLONTARIETA’: l’organizzazione opera in modo volontario, pur disponendo di personale dipendente la sua grande forza la trova nella partecipazione dei volontari. Il volontariato nasce come PIETAS, cioè (1600) come sentimento caritatevole.
in origine, il volontariato nasce come PIETAS, ossia come sentimento caritatevole. Oggi, invece, è una parte costitutiva, regolata e strutturata: volontariato organizzato mosso da un sentimento di altrusimo.
Terzo aspetto: Il modello della CR nasce sulle ceneri delle sanguinose battaglie e, quindi, la sua logica di intervento era prevalentemente sanitaria. Tuttvia, nel corso del tempo, si è smilitarizzata permettendole di accrescere la sua specializzazione di intervento, in cui trovano posto altre attività di natura sociale, espletate in condizioni di normalità.
Si verifica, quindi, una transazione organizzativa: da compiti di natura prevalentemente sanitaria a mansioni di natura sociale. Ciò fa in modo che la Cr riesca a tenere insieme competenza clioniche e sociali: espletate sia in situazioni di emergenza che in situazioni di normalità (prevenzione  e promozione).
Per questo motivo di inserisce a pieno titolo nel quadro di quella che ARDIGO’ definisce la TERZA DIMENSIONE e Cipolla come Cosettore, proprio perché crocevia di molte dimensioni. Definire la Cr come cosettore vuol dire inswerrila nel più vasto sistema sociale non solo come stato e mercato ma anche come privato sociale e rete primaria (c.d. mondi vitali).
Il cosettore si trova al centro di una serie di relazioni biunivoche tra questi 4 soggetti:
1.    Prima reazione: tra STATO e COSETTORE: lo stato si rviolge al cosettore attraverso tre direzioni: regolazione (lo stato fornisce gli indirizzi per le attività), risorse  (finanziando) e valutazione (valutando l’opera della CR); il cosettore si rapporta allo stato in quanto si occupa della gestione e dell’attuazione delle funzioni che lo stato gli delega.
2.    Seconda reazione: tra MERCATO e COSETTORE: il mercato si rivolge al cosettore offrendogli modelli organizzativi e competenze; il cosettore si rapporta al mercato riempiendo il buco che questo lascia scoperto, ossia la cura dei bisogni non mercantilistici.
3.    Terza reazione: tra COSETTORE e VOLONTARIATO: il bacino del volontariato, da cui attinge la CR, offre il capitale umano e motivazionale; l’istituzione della CR deve fornire un’organizzazione professionale che spesso manca alle associazioni di volontariato.
4.    Quarta reazione: tra COSETTORE e MONDI VITALI: il cosettore va a colmare il bisogno espresso dai gruppi primari (es. assistenza anziani); loro (il mondo vitale) offrono alla CR qualcosa si estremamente importante: la legittimazione, ossia le riconoscono il merito e il sostegno.
Sicuramente, il modello del cosettore è un MODELLO PLURALISTA in cui auto ed etero sono due autonomie relative che hanno un rapporto di interdipendenza.
Tratto da UN RICORDO DI SOLFERINO, OGGI di Angela Tiano
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