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Trattamento dei disturbi dell'alimentazione

Trattamento farmacologico: antidepressivi, meglio se associati ad un trattamento cognitivo-comportamentale.
Trattamento psicologico dell'anoressia nervosa: aiutare il paziente ad aumentare di peso, attraverso il condizionamento operante, che però opera solo nel breve tempo. Le interazioni tra i membri della famiglia sono cruciali nel disturbo. E' necessario operare durante i pasti, modificando il ruolo di paziente dell'individuo anoressico, ridefinendo il problema come interpersonale e impedendo che i genitori si servano dell'anoressia per evitare il conflitto.
Trattamento psicologico della bulimia nervosa: la terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento più efficace, in cui gli individui vengono incoraggiati a mettere in discussione i canoni sociali relativi all'avvenenza fisica, e sono tenuti a rivelare (per poi modificare) le convinzioni che li spingono a digiunare per evitare il sovrappeso. Inoltre, si lavora sul miglioramento dei rapporti interpersonali. L'obiettivo è quello di sviluppare comportamenti alimentari normali. Il terapeuta deve contestare, in maniera ferrea, ogni convinzione irrazionale del paziente. L'esposizione più la prevenzione della risposta (EPR) è una delle componenti della terapia cognitivo-comportamentale che sembra più efficace, all'inizio del trattamento.
Interventi preventivi:
*Interventi psicoeducativi: fornire a bambini e adolescenti informazioni sui disturbi dell'alimentazione.
*Depotenziare le influenze sociali: aiutare a resistere alle pressioni socioculturali che impongono la magrezza come modello.
*Approccio basato sui fattori di rischio: identificare individui che presentino fattori di rischio per questi disturbi, e intervenire, per modificare gli stessi fattori di rischio.
di Alessio Bellato
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