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Marijuana

E' costituita dalle foglie e infiorescenze, essiccate e triturate della canapa indiana (Cannabis sativa). L'hashish, invece, molto più forte della marijuana, viene prodotto essiccando l'essudato resinoso che stilla dalle cime delle piante di cannabis. Dosi forti di marijuana provocano rapidi cambiamenti delle emozioni, riducono il livello di attenzione, rendono frammentario il pensiero, causano difficoltà di memoria e provocano una sensazione di rallentamento del tempo, arrivando anche ad allucinazioni, panico intenso. Il più importante principio attivo è il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo). Gli effetti a breve termine comprendono occhi arrossati e irritati, secchezza delle fauci e della gola, aumento dell'appetito, ridotta pressione intraoculare e talvolta aumento della pressione arteriosa. L'uso a lungo termine della cannabis danneggia gravemente la struttura e la funzionalità del polmone. I recettori per i cannabinoidi sono i CB1 e i CB2. I CB1 sono distribuiti nel corpo e nel cervello, con densità elevata nell'ippocampo, sede di numerose abilità di apprendimento e memoria. Fumare cannabis si associa ad un aumento dell'irrorazione sanguigna all'amigdala e al giro del cingolo anteriore, coinvolti nelle emozioni. Il THC e sostanze affini sono in grado di ridurre in alcuni malati di cancreo la nausea e la perdita di appetito che accompagnano la chemioterapia. E' efficace anche per il malessere generale che accompagna l'AIDS.

di Alessio Bellato
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