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Federico Libertini e la bonifica di Fricule

Le opere di bonifica di Terra d’Otranto erano ritenute necessarie per il miglioramento dell’agricoltura e della situazione sanitaria delle zone palustri, dove c’era la malaria. Solo nel 1872 lo stato prese in considerazione qualche richiesta giunta dal Salento.
Nel circondario di Lecce molte erano le zone che necessitavano lavori urgenti di bonifica (Leverano, Copertino, S.Pietro Vernotico, Torre Chianca, San Cataldo). In base alla legge Baccarini del 1882 possiamo parlare di opere di bonifica di:
Federico Libertini di Lecce, ricco e nobile proprietario terriero, fece il primo tentativo di operare delle bonifiche, interessandosi, in particolar modo, al fondo macchioso “Frigoli”.
Situazione pre- bonifica
Il fondo era privo di strade, privo di alberi, soggetto a “forti uragani” vista la sua posizione vicina al mare.
Opere di bonifica
Libertini preparò un piano che prevedeva, in ordine:
-prosciugamento;
-canalizzazione;
-eliminazione terre macchiose;
-dissodamento del terreno.
Situazione post-bonifica
- Il Libertini fece costruire una villa,
- furono aperte strade principali e secondarie fiancheggiate da muri a secco,
- le pietre erano utilizzate per creare mucchi o per costruire i cosiddetti “Truddi” (piccole costruzioni di forma tronco conica),
- miglioramento agrario, produzione di ottimo frumento, avena e granturco,
- coltivazione del cotone,
- allevamento di pecore per la produzione di lana e latticini,
- utilizzo dei migliori strumenti rurali.
Il Libertini era stato nominato Cavaliere dal Governo e riconosciuto come bonificatore dalla Provincia e dalle istituzioni. Ma negli anni 90 la sua situazione economica  cambiò tanto da chiedere un sussidio allo Stato per la bonifica di altre zone, sussidio che non fu mai dato.  Fu costretto dunque a vendere alcune sue proprietà e ad abbandonare anche la tenuta di Frigole al Credito Fondiario della Banca d’Italia.

di Marco D'Andrea

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