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Le origini del movimento europeo contro l’assolutismo

La rivoluzione francese porterà sino alle estreme conseguenze la lotta contro ogni verità religiosa, considerata oscurantista ed approderà con il Terrore ad una riforma violenta e sanguinaria dello stato. Per comprendere quale tipo di laicità imporrà occorre partire dalle origini del movimento europeo contro l’assolutismo. Risiedono in un insieme di idee innovatrici che si abbattono contro l’assolutismo. La nazione di punta rimane la Francia.

Libertinismo (Giordano Bruno in Italia per ex): deriva un’insofferenza riguardo ad ogni legge religiosa e morale e l’impossibilità per l’uomo di ritrovare la verità: da qui deriva la denuncia di un inganno teso all’uomo dalle religioni e l’autonomia dell’uomo dal trascendente, cuore dell’idea laica.

Eredità cartesiana e morale neostoica: entrambe agli antipodi del libertinismo riprendono le idee gia dell’edificio classico del 500-600 ma confluiscono nella lotta contro l’assolutismo confessionale. Gli eredi di Cartesio, con il suo incentrare tutto sul mondo del sensibile, la sua attitudine al dubbio e la razionalità da un lato e dall’altro gli eredi di Montaigne rafforzano l’idea che l’uomo ha il solo aiuto del suo intelletto e della sua volontà e che la morale può essere autonoma dalla religione.

Liberalismo inglese: l’apparato costituzionale limita l’autorità del sovrano.  È un governo in mano all’aristocrazia. Siamo al concetto moderno che la costituzione è sovrana assoluta e Locke viene considerato padre di ogni moderno costituzionalismo. Gli elementi religiosi sono tolti dall’organizzazione politica e giuridica dello stato che perciò diviene temporale.

Regalismo: è agli antipodi del liberalismo inglese. I regalisti sono i sostenitori dell’assolutismo e pertanto in un primo momento sostengono il diritto divino del re. Ma in un secondo momento lasciano cadere i motivi religiosi che giustificano l’intervento dello stato in ogni settore e li sostituiscono con esigenze temporali, economiche, politiche e intellettuali. Questo spirito si manifesta in 2 battaglie da essi ingaggiate: la scindibilità tra matrimonio canonico e civile e la dannosità per lo stato dell’accumularsi di beni immobili nelle mani di corporazioni religiose.

Giansenismo: passa attraverso 3 fasi: rigorismo (che guarda con sospetto all’umanesimo cristiano del primo 600), contrapposizione tra Pascal, con la sua aspirazione ad una vita che realizzi integralmente il messaggio di Cristo da un lato, e dall’altro la morale naturale dei gesuiti che mostrano indulgenza verso chi non riesca a raggiungere queste mete e per ultimo, rottura con il mondo cattolico dovuta ad una visione teologica simile al calvinismo ma che porta ad un cristianesimo pessimista.

Scrittori allegri: prose e poesie comiche, satiriche, leggere, erotiche. Si delinea un mondo che ormai ha rotto ogni legame con il trascendente e perciò è privo di norme religiose.
di Filippo Amelotti
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