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Cause della depressione di fine Ottocento – David S. Landes

Gli anni dal 1873 al 1896 parvero a molti contemporanei una sconcertante deviazione dall’esperienza storica. I prezzi caddero in modo ineguale e sporadico, fu la più drastica deflazione a memoria d’uomo. Poi, la ruota girò. Negli ultimi anni del secolo i prezzi cominciarono a salire, e con essi i profitti. Col miglioramento degli affari, i prezzi cominciarono a salire, e con essi i profitti. Col miglioramento degli affari, la fiducia tornò: in tutta l’Europa occidentale, questi anni sono rimasti nella memoria come bel tempo andato, la belle époque. Il loro ricordo è reso più luminoso dal contrasto con gli anni di morte e disinganno che seguirono, con la Grande Guerra.

Un esame più attento rivela che la guerra non fu altro che un catalizzatore, un precipitante di mutamenti già in corso. Il sistema stava già subendo una trasformazione faticosa. Tra i teorici, Simiand generalizzò l’esperienza ottocentesca e costruì un modello di cicli alterni inflazionistici e deflazionistici, i primi caratterizzati da una rapida crescita quantitativa, i secondi da un miglioramento quantitativo. Generalmente contrari a questa interpretazione sono gli economisti e gli storici che vedono l’investimento come il determinante primario e i prezzi come sintomo. Fra questi il più noto è forse Schumpeter, autore di un modello di meccanismo economico attivato da successive esplosioni di innovazione. Fra questa due posizioni si situa Kondrat’ev, il quale sostiene che la fase ascendente del ciclo di lunga durata è connessa con gli aumenti degli investimenti e dell’offerta di moneta, non cause ma prodotti della congiuntura.

Su un punto comunque, la periodizzazione a onde lunghe, sono tutti d’accordo. A cominciare dal tardo Settecento, la storia economica dell’era industriale suole essere suddivisa così: 1790-1817, inflazione; 1817-50, deflazione; 1850-73, inflazione; 1873-96, deflazione; 1896-1914, inflazione. Questo squadro pare inesatto. La principale fonte di difficoltà è l’illusione ottica prodotta dal contrasto fra il boom degli anni 1850 e la depressione degli anni 70. In realtà, la serie di prezzi non mostrano affatto una tendenza di così lunga durata. La lunga deflazione cominciata dopo le guerre napoleoniche è temporaneamente investita dall’afflusso d’oro in lingotti e dal boom creditizio degli anni ’50, ma l’inflazione non dura più della fase ascendente del ciclo breve.

di Domenico Valenza
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