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Conclusione

Il compito fondamentale dell'economia internazionale è il raggiungimento di un grado di sviluppo integrale e solidale dell'umanità. Uno sviluppo più umano e solidale gioverà anche agli stessi Paesi ricchi oltre che a quelli in via di sviluppo.

Lo studio ha sottolineato come le ragioni che hanno giustificato l'introduzione della “De-Tax” sono da ricercare non nel tentativo di “deresponsabilizzazione” dello Stato ma nella considerazione oggettiva che le politiche per lo sviluppo che si sono attuate nel corso del tempo, hanno fallito, nonostante le ingenti spese sostenute.

Il 26/02/2009 il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti nell'audizione davanti alla Commissione Esteri congiunta di Camera e Senato ha annunciato che l'Italia, che avrà quest'anno la presidenza del G8, riproporrà l'idea di una De-Tax per aiutare i paesi in via di sviluppo. Tuttavia non ha ancora comunicato l'ammontare della quota Iva che potrebbe essere destinata ai paesi poveri ma sarà deciso in sede comunitaria.

Il prossimo G20 di Londra sarà occasione per discutere a livello internazionale della De-Tax, inserendola nel più ampio dibattito sui meccanismi innovativi di finanziamento, tra cui ricordiamo ad esempio l'International Financial Facility for Immunizations e l'Advanced Market Commitments.

In conclusione si può sostenere che la “De-Tax” deve essere considerata un'originale forma di approccio alle nuove problematiche collegate ai cambiamenti del mercato e imposti dalla globalizzazione. Apre la strada a nuovi concetti di “fisco etico” ed orienta a forme diverse di rivalutazione degli “attori sociali” che sono le imprese e i consumatori. Favorisce nuovi concetti di riconoscimento della dignità del lavoro dell'imprenditore, dove lo Stato è chiamato a svolgere il ruolo di promotore di un nuovo modello sociale di collaborazione tra Stato, società civile ed individuo.

Il suo ruolo fondamentale potrebbe essere così riassunto:
a) metodo continuativo di “educazione” del consumatore alle problematiche collegate alla fame nel mondo e alla limitatezza dei beni per soddisfare i bisogni primari;
b) reperimento di risorse finalizzate allo sviluppo, attraverso un ruolo attivo e centrale da parte dell'impresa che diverrebbe “strumento” di solidarietà internazionale.

Detto ciò, sebbene siano benvenute tutte le iniziative capaci di mobilitare risorse ulteriori, non vanno dimenticati i recenti tagli ai fondi per la cooperazione internazionale approvati dal Governo Italiano in finanziaria, tagli che corrispondono al 54% dei fondi 2008.

In un anno così importante per il Governo Italiano, sarebbe auspicabile in primo luogo il rispetto degli impegni finanziari già presi, come ad esempio i 2,5 miliardi di dollari in 5 anni promessi dal Presidente Berlusconi come contributo ai 60 miliardi di dollari che i Paesi del G8 hanno deciso di stanziare per la lotta contro le malattie infettive e per rafforzare i sistemi sanitari e il rifinanziamento con 130 milioni di Euro all'anno per il 2009 in favore del Fondo Globale per la Lotta a AIDS, tubercolosi e malaria.
Si può infine aggiungere che, i meccanismi innovativi di finanziamento hanno lo scopo di trovare risorse aggiuntive rispetto a quelle del tradizionale canale dell'Aiuto pubblico allo sviluppo, che deve però rimanere lo strumento principale di finanziamento. Quindi, la via da seguire per raggiungere i risultati prefissati nella lotta contro la povertà e nella promozione della salute globale è quella dell'utilizzo complementare di queste due tipologie di finanziamento.

di Filippo Amelotti
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