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Dallo scambio alla condivisione: le forme a rete

I network tra imprese possono essere considerati una forma ibrida di organizzazione delle attività economiche che si colloca tra mercato e gerarchia. Le reti inter-organizzative presentano degli elementi in comune con il governo bilaterale in quanto sono composte da attori autonomi, legati da rapporti di interdipendenza, le cui relazioni sono influenzate da elementi sociali quali la fiducia e il cui obiettivo è ricercare la flessibilità e il controllo degli scambi.
Le caratteristiche della forma a rete
La rete può essere definita come una forma di governo delle attività economiche, basata su processi di coordinamento, prevalentemente non gerarchici, e di cooperazione tra diversi attori organizzativi, che costituiscono i nodi della rete.
Le sue caratteristiche possono essere così sintetizzate:
* strutture e processi disegnati in modo da assicurare la massima flessibilità e rapidità di azione
* un centro decisionale posto il più vicino possibile al luogo nel quale si manifesta il problema e dove esistono le informazioni rilevanti
* processi di coordinamento alternativi e complementari alla gerarchia
* possibilità di combinare conoscenze, informazioni e attività localizzate presso unità organizzative diverse
* utilizzo delle risorse per una pluralità di scopi diversi.
L’impresa focale è definita dalla sua particolare posizione centrale all’interno del network che le assegna:
* un maggior numero di relazioni
* rappresenta un nodo di passaggio essenziale per qualsiasi impresa che voglia mettersi in relazione con un altro nodo
* può raggiungere tutti i nodi in modo semplice e veloce
L’importanza dell’impresa focale dipende dal fatto che presidia le attività che generano contemporaneamente il maggiore valore aggiunto e permettono di esercitare il massimo controllo sugli altri nodi della rete.
Le altre unità organizzative sono prevalentemente autonome dal punto di vista sia giuridico che economico e costituiscono l’ambiente transazionale della rete.
La rete non ha confini stabili e chiaramente definiti, ma sono dati dai limiti della capacità che l’impresa focale ha di accedere alle risorse che le sono necessarie e di influenzare il comportamento di altre entità organizzative che hanno interesse ad armonizzare le proprie strategie con quelle dell’impresa focale.
È possibile fa convivere reti locali, basate prevalentemente su rapporti fiduciari, con filiere globali, prevalentemente basate su rapporti contrattuali.

di Giulia Mestre
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