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Esofago: vasi e nervi dell’esofago

La parte cervicale è vascolarizzata dall’arteria tiroidea inferiore che si porta ai lobi posteriori della tiroide e lascia rami che innervano la porzione cervicale. L’arteria tiroidea inferiore nasce dall’arteria succlavia. 
La parte toracica è vascolarizzata da rami bronchiali e rami che si staccano dall’aorta. Ci sono anche rami che nascono dalle arterie intercostali.
La parte addominale è irrorata da rami che nascono dall’ARTERIA GASTRICA SINISTRA (che irrora soprattutto lo stomaco). Ci sono anche rami che originano dall’aorta e dalle arterie intercostali.

Le vene, nelle porzioni superiori dell’esofago, formano un plesso periesofageo che si apre nella VENA CAVA SUPERIORE. Questo plesso è formato dalle vene freniche, bronchiali e azigos. 
Nel tratto addominale si trova l’importante VENA GASTRICA SINISTRA, che si porta alla VENA PORTA la quale si porta verso il fegato. In seguito a patologie del fegato (epatiti, cirrosi, ecc.) le vene non sono più in grado di portare il sangue fuori dall’esofago. In questo caso le vene si dilatano e formano le varici esofagee. Queste strutture cambiano profondamente la conformazione dell’esofago: per esempio si altera il LES e quindi il succo gastrico sale sull’esofago perforando le varici. Una terribile conseguenza della cirrosi è l’ematemesi, in cui il paziente vomita sangue. Lo stesso paziente avrà anche melena, cioè presenza di feci nere.
Attraverso l’uso del gastroscopio le varici si legano. La varice va così in necrosi e poi forma un escara che poi cade. 

L’esofago è una porzione molto ricca di linfonodi. Le stazioni principali sono i LINFONODI CERVICALI PROFONDI, i LINFONODI PARATRACHEALI (posti sulla trachea e poi continuano nei bronchi), i LINFONODI MEDIASTINICI POSTERIORI (collocati nello spazio retroesofageo) e LINFONODI GASTRICI SUPERIORI (a livello del diaframma). I linfonodi tracheali e mediastinici sono molto numerosi perché fanno parte anche delle vie respiratorie. 

L’innervazione dell’esofago è data dai nervi vago e dal sistema simpatico. 

Il reflusso esofageo causa il passaggio del succo gastrico nell’esofago. I soggetti con questa patologia durante la notte possono svegliarsi con un bruciore alla gola perché la posizione stesa permette il passaggio del succo gastrico. In condizioni di reflusso persistente si possono provocare patologie con l’esofago di Barret, in cui le cellule dell’epitelio della mucosa dell’esofago si trasformano, infatti si forma un epitelio quasi colonnare. L’epitelio di Barret può addirittura evolvere nell’adenocarcinoma.
di Luca Sciarabba
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