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Etica e armi nella cultura americana per Moore

La vicenda della Columbine diventa così solo una piccola parte di uno schema più ampio. Ci viene però mostrata la ricostruzione del massacro attraverso le immagini delle telecamere interne e le registrazioni telefoniche, sia delle richieste di soccorso che delle troupe televisive. Moore ci dice che i due ragazzi spararono  circa 900 proiettili e che si ritiene che i fucili dei ragazzi fossero stati tutti acquistati legalmente in negozi e fiere specifiche, inoltre molti dei proiettili provenivano da Littleton, dal ferramenta del quartiere. Durante la tragedia furono effettuate molte chiamate al 911 da parte di genitori preoccupati; telefonò anche il padre di Eric dicendo che temeva che suo figlio fosse coinvolto nella sparatoria perché membro della "Trenchcoat Mafia",  La Mafia degli Impermeabili.
Ma torniamo in un contesto più ampio. La risposta americana alle paure, ormai si è capito, sono le armi. Insomma la ragione della violenza in Usa non sono le armi, ma sono proprio gli americani. C'è un problema nel comportamento collettivo, nella mentalità. L'etica europea, se qualcuno si ammala o perde il lavoro, si addossa la responsabilità di aiutare queste persone. L'etica americana “se ne frega”.
Ma il tema serio e duro non deve far pensare a un'opera troppo seriosa. Tutt’altro. Spesso si ride, anche se magari con amarezza, soprattutto per aspetti della realtà americana involontariamente comici.
di Laura Righi
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