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Evoluzione storica della disciplina delle eccedenze di personale

Gli interventi legislativi, cui abbiamo accennato nel paragrafo precedente, ha subito un'evoluzione storica all'interno della quale distinguiamo 3 fasi. 
La prima fase, immediatamente successiva al dopoguerra, prevede l'introduzione della "gestione ordinaria della CIG, Cassa Integrazione Guadagni" e la soppressione del blocco ai licenziamenti. La CIG viene configurata come un mezzo transitorio al quale i datori di lavoro possono fare ricorso in caso di eventi eccezionali, in maniera tale da non dover licenziare i propri dipendenti. 
La seconda fase, successiva alla L.604/1966 sui licenziamenti individuali, vede l'introduzione della "gestione straordinaria della CIG", che configura la CIG come intervento non più transitorio, ma di lunga durata a favore dei lavoratori ed a sostegno del proprio reddito. Vengono introdotti, inoltre, la disciplina della mobilità interaziendale dei lavoratori in esubero, ed altri strumenti a sostegno dei lavoratori licenziati. 
Nella terza fase, aperta con la L.223/1991 (Norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro), i licenziamenti collettivi tornano ad essere lo strumento "normale" da utilizzare in caso di eccedenze di personale e la CIG viene ridisegnata come strumento anch'esso da utilizzare in maniera transitoria, a sostegno della ristrutturazione industriale e non direttamente del reddito dei lavoratori. 
Nel corso degli anni 90, inoltre, è stato previsto che possano essere introdotti nuovi ammortizzatori sociali, quali strumenti di garanzia del reddito di tipo privatistico e non esclusivamente pubblicistico. 
di Alessandra Infante
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