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Famiglia e genere



Sin dalle prime fasi dell'industrializzazione europea emerse la tendenza a preservare l'unità dell'impresa famigliare, pur nel rispetto di leggi di successione che disponevano dell'equa ripartizione dell'asse ereditario fra gli eredi. Il lignaggio che privilegiava il primo figlio maschio veniva temperato con l'attribuzione di consistenti doti alle femmine in grado di assicurare loro adeguati matrimoni; i figli cadetti venivano gratificati con posizioni di responsabilità all'interno dell'impresa oppure generosamente liquidati per avviarli a professioni indipendenti accendendo debiti a lungo termine che sarebbero gravati sui bilanci dell'impresa. Nelle dinastie industriali ottocentesche e nelle reti imprenditoriali formati da minoranze etnico-religiose i matrimoni endogamici rappresentarono una modalità molto comune per preservare l'unità dell'azienda e per rafforzarla. Ma il prolungato mantenimento della proprietà e del controllo all'interno di una stessa famiglia, bloccandone gli sviluppi nella direzione dell'impresa manageriale, poteva diventare foriero più di costi che di benefici dando origine alla “sindrome di Buddenbrook”, cioè al disagio a cui va incontro la terza generazione nel gestire l'impresa che ha ereditato. Secondo Landes il nonno aveva dato avvio all'impresa costruendola con parsimonia ma ormai era morto da un pezzo lasciando subentrare il figlio, che aveva rilevato un'impresa solida e l'aveva innalzata ad altezze insperate, a questo punto era in turno della terza generazione, dei figli dell'opulenza, afflitti dal tedio dell'industria e animati dalle aspirazioni bucoliche del gentiluomo di campagna. Per Landes il fatto che fossero giunti alle leve di comando questi gentiluomini di campagna che non avevano ormai alcun tratto in comune con l'imprenditore/innovatore raffigurato da Schumpeter va annoverato tra le cause del rallentamento dell'economia britannica e la sua progressiva perdita di leadership nel mondo, a vantaggio di Germania e Stati Uniti: in questi paesi dinamici homines novi al vertice dell'imprenditoria erano disposti a innovare, ad abbandonare il tradizionale individualismo e a sperimentare le nuove forme di organizzazione d'impresa richieste dall'industrializzazione di massa. Un altro caso di differenziazione da porre in relazione ai sistemi di parentela riguarda l'organizzazione imprenditoriale all'interno di due economie asiatiche di recente rapida industrializzazione: Corea del Sud e Taiwan. Come nella maggior parte dei paesi asiatici la forma prevalente di organizzazione economica non è l'impresa singola ma il gruppo di imprese: il chaebol nel primo caso e il business group nel secondo. I due gruppi di imprese sono basati su principi di parentela simili, ma operano in modo diverso: come reti integrate e controllate verticalmente in Corea, come reti organizzate orizzontalmente a Taiwan. Tali differenze gerarchiche derivano da differenze nelle strutture sociali, frutto di un processo culturale di lungo periodo, che ha dato vita a diverse modalità di trasmissione e di controllo della proprietà famigliare. In Corea è presente un sistema di parentela e una pratica ereditaria che privilegiano il figlio maggiore della famiglia dominante: si è formata così un'élite di grandi famiglie al vertice delle strutture gerarchiche verticali. Il sistema della “famiglia confuciana” di Taiwan riflette la storia della Cina: una struttura economica basata sulla piccola proprietà rurale con legami orizzontali con persone dello stesso rango, fondamentali per acquisire il controllo delle risorse, incluse quelle economiche, per scopi personali e famigliari.
La presenza femminile negli affari è stata molto importante: le modalità di successione e lo status delle proprietà femminili si sono rivelati delle variabili cruciali per spiegare differenze e similitudini nelle strategie di paesi diversi come Inghilterra, Spagna e Italia. In tutti e tre i paesi le donne furono “fonti vitali di finanziamenti e di contatti”, così come il matrimonio rappresentò un elemento cruciale per ridurre i costi di transazione, estendendo la rete famigliare. Tuttavia le strategie delle imprese famigliari risentirono dello status culturale delle donne. Altri studi hanno mostrato come sia possibile costruire un ponte  fra imprese, famiglie e mercati, intendendo le donne non solo manager o imprenditrici ma anche come mogli, figlie, consumatrici.
di Melissa Gattoni
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