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Fattori primari di qualità

Per il servizio elettrico esistono alcuni fattori definiti fattori primari di qualità. Sono 2:
- Continuità del servizio: il servizio va erogato senza interruzioni [classifica di interruzioni: lunga (oltre i 3 min) e breve (< 3 min)]. Per monitorare il grado di continuità dobbiamo osservare i vari ambiti territoriali che coincidono solitamente con i comuni e per ciascun ambito territoriale c’è un solo distributore che è il responsabile in caso di interruzione.
- Sicurezza della rete (rete facciamo riferimento sia a quella di trasmissione che di distribuzione). Il grado di sicurezza della rete è legata alla capacità di fronteggiare in tempi rapidi gli improvvisi guasti o casi di sovraccarico. E’ necessario monitorare continuamente il livello di sicurezza della rete e migliorare i margini di sicurezza della rete.
Per avere un’idea delle modalità di funzionamento del sistema  ->  constatare qual è il grado di funzionamento del sistema. Gli stati operativi del sistema vengono classificati in:
Stato normale: corrisponde al funzionamento in piena efficienza della rete
stato di emergenza (in presenza di perturbazioni)
 -> stato di ripristino (bisogna attivarsi per ripristinare)
Questi stati corrispondono a degli standard ; se gli standard peggiorano  ->  stato, area di emergenza.
Si parla di sistema avanzato gestionale:
criteri di sicurezza
criteri di economicità (efficienza ed efficacia). Dobbiamo sottolineare l’aspetto di efficienza: attiene il risparmio di energia elettrica, ridurre i consumi di energia elettrica (efficienza energetica). Viene misurata attraverso dei titoli di efficienza energetica TEE rilasciati dal gestore del mercato elettrico ai distributori. Il risparmio avviene anche attraverso strumenti che permettono il risparmio di energia (es lampadine a basso …)
Oggi si parla principalmente dell’incremento dell’efficienza energetica che si ottiene tramite il risparmio energetico, che viene attestato dal rilascio dei cosiddetti certificati bianchi.

Utilizzo delle fonti rinnovabili (sole, vento, risorse idriche e geotermiche): produrre energia elettrica senza inquinare. Dal punto di vista normativo (strumenti normativi) abbiamo 2 documenti:

1. Il libro bianco sulla politica energetica per l’Unione Europea (1995) analizza in generale tutto il settore energetico, i cui obiettivi sono:
Competitività complessiva (libera concorrenza): migliorare il grado di competitività del sistema
Sicurezza delle forniture elettriche (fattore primario di qualità)
Protezione dell’ambiente (sfruttamento delle energie rinnovabili)

2. Protocollo di Kyoto (’97): esso prevede la riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2012.
L’Italia ha firmato il Protocollo di Kyoto (ridurre del 6,…% rispetto al 1990).
C’è un aggiornamento del protocollo e c’è un pacchetto ambientale che si pensa sarà approvato entro il 31 dic del 2008:
riduzione del 20% entro il 2020 di anidride carbonica
aumentare l’efficienza energetica di un 20%
riuscire a produrre energia da fonti rinnovabili del 20% rispetto alla produzione totale di energia.
(il ns governo considera inattuabile questo pacchetto)
La problematica ambientalista (sopravvivenza per le future generazioni) è globale ma a cui non tutte le aree prestano la stessa attenzione; l’Europa più di tutte ha sensibilità verso questo argomento.
Dal 2001 in Italia c’è l’obbligo per i produttori di energia elettrica di produrne almeno il 2% da fonti rinnovabili.
A scopo di incentivo sono stati creati degli strumenti: i certificati verdi (ognuno dei quali rappresenta 1 MWh di energia elettrica), che attestano che l’energia rappresentata in esso è prodotta da fonti rinnovabili. Sono emessi dal GSE (gestione servizio elettrico).
Gnel Green Power: società che si occupa dell’energia rinnovabile.
Parallelamente ai certificati verdi, circolano RECS (certificati di sistemi di energia rinnovabili).
Il 1° produttore di energia rinnovabile è la Germania (che produce molta energia eolica), primo produttore di energia eolica e solare; 2° produttore Spagna.


di Alessia Chiovaro
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