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Frugalità nella politica contemporanea a Mandeville

Ciò che ha reso un trascurabile pezzo di terra come l’Olanda così importante fra le potenze europee, è stata la loro saggezza politica nel posporre ogni cosa al commercio e alla navigazione. Non furono mai famosi per frugalità, prima che Filippo II di Spagna infierì su di loro: le loro leggi furono calpestate, i loro diritti aboliti, la costituzione fatta a pezzi.
Per non essere vittime della furia spagnola, essi vissero con un terzo dei redditi, ed impiegarono le loro entrate per difendersi dal nemico. La loro abilità nel risparmio li aiutò a superare gli svantaggi. Non c’è da meravigliarsi se un popolo, in tali condizioni, riesce a risparmiare: ma certo non può essere un modello di altri che, oltre ad avere una situazione migliore, sono più ricchi all’interno.

Il loro interesse è di essere frugali e spendere poco, perché devono importare tutto dall’estero. Gli olandesi hanno forse più naviglio e denaro liquido di altri: ma questi sono i loro strumenti di lavoro.
Altra prova che un popolo diventa risparmiatore per le tasse pesanti è la scarsità di terra, tipica dell’Olanda. Nella Gheldria e nell’Overyssel il suolo è povero e molto del territorio non coltivato. La ragione per cui qui gli olandesi sono meno tirchi e più ospitali è che le tasse sono fra le meno alte.

Molti sostengono che la frugalità di tale nazione non derivi tanto dall’indigenza, quanto da una avversione generale al vizio e al lusso. In realtà, ciò che essi vogliono ascrivere alla virtù è dovuto al rigore dei regolamenti sull’amministrazione del tesoro pubblico. Gli olandesi cercano di promuovere la frugalità, ma non perché sia una virtù, bensì perché questo è il loro interesse.
Non appena le navi delle Indie orientali rientrano in patria, la Compagnia liquida gli uomini, e molti ricevono i guadagni degli anni precedenti. Questi poveracci sono incoraggiati a spendere i loro soldi con tutta la prodigalità possibile, sperperando in vino e donne.

Per la maggior parte di loro questa follia dura finché gli rimane qualcosa, e per questo sono detti Signori di sei settimane che è, in generale, il tempo che impiega la Compagnia per avere altre navi pronte a partire. Allora questi disgraziati, avendo finito il denaro, si imbarcheranno di nuovo.
Le ragioni di questo stratagemma sono due. La prima è che se questi marinai fossero frugali e rimanessero nel loro paese, la Compagnia sarebbe sempre costretta ad impiegare uomini nuovi, di cui a stento uno su due sopravvive in certi posti delle Indie: ciò sarebbe molto costoso. La seconda è che le grosse somme pagate ai marinai vengono fatte circolare in tutto il paese.

Mandeville esamina cosa produrrebbe nella sua nazione una frugalità generale, ipotizzando che la popolazione della Gran Bretagna consumi solo i quattro quinti di oggi, e accantoni un quinto del suo reddito. Colmi di gioia per l’aumento di ricchezza, i lavoratori faranno debiti per una vacanza.
Così, se il mercante vuole inviare all’estero delle stoffe deve farlo da solo, perché il fabbricante non ha più nessuno dei suoi uomini. La sola cosa che può rendere operoso il lavoratore è una modera-ta quantità di denaro: troppo poco lo scoraggerà o lo renderà disperato, troppo lo renderà pigro.

Troppo denaro può pure mandare in rovina una nazione, e questo fu il destino della Spagna. Non appena quel grande tesoro ottenuto con la morte di milioni di indiani si rovesciò su di loro, portò via con sé buon senso e laboriosità. Tutti disprezzarono il lavoro e si diedero ai piaceri; o ritennero di valutarsi al di sopra dei loro vicini, e che solo la conquista del mondo fosse un compito adatto. Così, per troppo denaro, la Spagna, da ricca e acuta, divenne lenta e pigra.
Dunque l’arte di rendere felice e fiorente una nazione consiste nel dare ad ognuno un’opportunità di trovare un lavoro e, a questo scopo, la prima cura del governo deve essere di promuovere tutte le diverse manifatture, arti e mestieri che l’ingegno umano può inventare. E’ da questa politica, e non dagli insignificanti regolamenti su prodigalità e frugalità (che seguiranno sempre il loro corso), che si devono attendere la grandezza e la prosperità delle nazioni.
di Domenico Valenza
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