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Gli interessi nazionali e il vantaggio italiano

Nell'ultimo decennio è stata avviata una riflessione al fine di meglio definire quali siano realmente gli interessi nazionali , gli strumenti più idonei a proteggerli e i principi che devono ispirare la condotta del governo nell'ambito delle relazioni internazionali, ma nel nostro paese non esistono documenti che definiscono la strategia nazionale in seno alle organizzazioni internazionali.
Un orientamento che attribuisce un forte ruolo alle organizzazioni regionali entro la cornice fissata dalla Carta ONU emerge dal libro bianco 2002 del ministero della difesa.
Più le Nazioni Unite sono deboli e si mostrano inefficienti nell'affrontare con determinazione i compiti loro assegnati, più crescerà la tentazione degli stati di ricorrere a forme di soluzione unilaterale dei problemi. La sfida oggi diviene quella di riuscire a trasformare le Nazioni Unite in uno strumento in grado di affrontare alcuni dei problemi che assillano la comunità internazionale → contribuire a questo riposizionamento ONU costituisce per una media potenza come l'Italia il modo più convincente ed efficace per tutelare i propri interessi nazionali.
Sarebbe opportuno elaborare una strategia per definire in modo chiaro la posizione italiana all'interno dell'ONU. L'attenzione dovrà essere rivolta alla riforma del meccanismo di sicurezza collettiva e del Consiglio di sicurezza e anche agli altri organi e alle politiche settoriali ONU.
Per arginare le tentazioni di unilateralismo → riconoscere maggiore libertà d'azione ai singoli stati e alle organizzazioni regionali ma ben definita entro i limiti della Carta e controllata dal Consiglio.
Gli interessi dell'Italia oscillano tra un'aspirazione al seggio permanente UE e un seggio semipermanente italiano (modello B).
di Alice Lavinia Oppizzi
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