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Henry Ford


Il contributo più importante di Ford è la catena di montaggio. Inserisce la tecnologia nella proposta di Taylor. Ford ha in mente un sistema di produzione di massa. Lui ha in mente un sistema di produzione di massa dove per produzione di massa si intende che una azienda di grandi dimensioni produce una q di beni altissima. Tanti prodotti tutti uguali. La produzione di serie, che nel caso di Ford sono macchine. Ford voleva produrre la maggior q possibile di macchine sostanzialmente tutte uguali. Una delle caratteristiche del contesto eran le potenzialità del mercato. Poca gente aveva automobile e la sua intuizione è stata se riesco a produrre auto a un prezzo basso ho un guadagno infinito. Altra differenza con Taylor è la politica dei salari. Secondo Ford i dipendenti dovevano guadagnare molto così potevano diventare i primi clienti della azienda e in un certo modo i soldi gli sarebbero tornati. Se produco una macchinate costa poco, la classe operaia può rappresentare un notevole mercato. L’introduzione della catena di montaggio nella storia economica avviene in questo momento. Tanto è vero che Ford diceva ai suoi dipendenti o in generale a chi vendeva le macchine potete comprare qualsiasi macchina che volete basta che sia nera.
L’organizzazione Taylor-Fordista di quel periodo ad oggi non funzionerebbe più in modo del tutto efficiente.

La seconda differenza con Taylor è le competenze che richiede. Taylor praticava la politica di operai di primo ordine fornendo anche una preparazione per lavorare sulla macchina. Ford invece cerca di fare in modo che sia la macchina ad avere la competenza e che le mansioni delloperaio possano essere svolte da chiunque. Cosi non si spende in addestramento e reclutamento. La macchina detta i ritmi di produzione e viene assegnata una semplice mansione che può svolgere chiunque.

CATENA DI MONTAGGIO. SUPREMAZIA TECNOLOGICA. Con Ford è il macchinario che fa l’80% della produzione. Il macchinario detta i ritmi della produzione e l’operaio svolge solamente una semplice mansione.

Oggi quel tipo di logica non funziona piu. In realtà quello che si vede è che da un lato ci sono alcuni lavori che sono ancora eseguiti secondo una logica organizzativa tipicamente Taylorista. Come ad esempio i fast food.

Rimangono comunque alcuni principi generali in molte attività:
- studio dei tempi e metodi —> presente ancora in fiat.
- Standardizzazione —> in alcuni settori ancora molto alta.
- task —> fissare degli obiettivi e pagare un bonus al raggiungimento.
- bonus;
- Selezione scientifica —> test di vario tipo, come test psico attitudinali.
- Individualizzazione del lavoro —> tenere fuori i sindacati. Rapporti di lavoro si basano sempre di più sul rapporto individuale tra dipendente e capo. I sindacati sono sempre meno forti e il rapporti di lavoro si gioca su una logica individuale.

Amazon: molte inchieste giornalistiche in cui vengono descritte le condizioni di lavoro in Amazon. Non siamo lontani dall’omino di Charlie Chaplin.

Ad un certo punto ci si è resi conto che tutta questa teoria si basavano su aspetti puramente strumentali, volti ad aumentare la produttività perdendo di vista gli aspetti psicologici e motivazionali. Le persone non lavorano solo per lo stipendio o le persone hanno un grado di sopportazione della fatica divers l’uno dall’altro.
Qui entrano in gioco gli psicologi industriali che iniziano a dire che la fatica non è uguale per tutti. Ognuno di noi ha una capacità di sopportazione della fatica diversa. Bisogna valutare le caratteristiche dei singoli. Per lavorare bene bisogna essere motivati a farlo e più la gente è soddisfatta delle sue condizoni, più e alta la motivazione più i risultati sono migliori. Se io faccio fare lavori sempre monotoni e faticosi attenzione si riduce notevolmente compresa la qualità e la quantità.
Queste critiche ci dicono che non è stato considerato nella teoria Taylorismo il fattore umano. Uomo è considerato come strumento di produzione.
di Kevin Carne
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