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I consumi e il tempo libero

Sempre in riferimento al consumatore che deve decidere i propri livelli di consumo e le relative collocazioni temporali, si distinguono due tipologie di consumi / attività:
- i consumi di beni finali che richiedono tempo, ma esauriscono con se stessi le attività di consumo, come i beni alimentari e il vestiario;
- i consumi di beni la cui funzione è di permettere al consumatore la fruizione dei beni finali, come i servizi di comunicazione, di trasporto, domestici, alcune forme di educazione.
Ogni unità di consumo può quindi considerarsi una combinazione di attività di consumo e di lavoro, di attività di acquisto di beni finali e strumentali, di attività di trasformazione.
Il tempo totale viene allocato secondo la formula:

Σi ti ci + t1 (T – h) + twh = T   con ti = tempo necessario per il consumo di una unità del bene i
ci = consumo del bene i
t1 = tempo necessario per godere di una unità di tempo libero
T = tempo totale
tw = tempo necessario per esercitare una unità di compiti di lavoro h
h = compiti di lavoro

La funzione di utilità diventa:
U = U(Zi, …, Zm)   con  Zi = fi(qi, Ti)   dove qi  = vettore di beni e servizi di mercato necessari per produrre Zi
Ti = tempo necessario per produrre Zi ; anch’esso è un vettore che distingue i diversi aspetti del tempo

Questa equazione è la funzione di produzione del singolo consumatore per la merce Zi; egli combina beni qi e tempo Ti  per ottenere un prodotto o un servizio e consente di esplicitare l’effetto del costo del tempo nella scelta del paniere di consumo. Andrà massimizzata rispetto a un vincolo di bilancio: g (Zi, …, Zm) = Z, dove g è la funzione di spesa di Zi, e Z è il vincolo delle risorse di cui l’individuo dispone, che include anche il tempo (Ti, …, Tm), formalizzando il concetto di “reddito pieno”. Gli Z vengono descritti da Becker come more basic commodities di quanto non siano i beni Q: l’utilità per il singolo deriva dal consumo di Z piuttosto che da quello di Q, che sono i singoli beni che gli servono per produrre Z; inoltre, poiché ci sono input di tempo intermedi che in molti casi possono essere sostituiti da input di mercato, persone con differenti valori del tempo potranno scegliere differenti strategie di produzione per gli Z.
La separazione tra tempo di lavoro e tempo non di lavoro presuppone che il processo decisionale del consumatore avvenga in due stadi: egli decida prima quanto tempo dedicare al lavoro, e poi come svolgere la propria attività di consumo di beni e servizi, anche ricreativi, con il tempo che gli rimane disponibile.
di Elisabetta Pintus
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