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I criteri di classificazione

Due sono i criteri di classificazione:
1) l'immagine del mondo
2) il modo di ottenere la salvezza.
L'immagine del mondo può essere teocentrica o cosmocentrica. Mentre la prima, attribuibile alla tradizione medio orientale e occidentale, è basata sulla concezione di un Dio trascendente, la seconda si fonda sulla concezione di un potere divino impersonale. A queste concezioni del divino si connettono due diversi modi di concepire il rapporto uomo/dio e, due diversi modi di ricercare la salvezza. Nella tradizione medio orientale e occidentale l'uomo è visto come strumento di Dio, che agisce nel mondo per suo volere. Weber chiama questa concezione ascetismo.
Nella tradizione asiatica l'individuo è visto come contenitore della divinità; questa concezione è chiamata misticismo. In entrambe i casi dio è sempre l'essere perfetto eterno, a cui si contrappone l'imperfezione e la precarietà dell'essere umano. L'essere umano è l'imperfetto e il precario con una distinzione: mentre nella tradizione teocentrica l'uomo è una creatura peccatrice, in quella cosmocentrica è una creatura trascendente.
Questi diversi modi di considerare le divinità e il rapporto uomo/dio, hanno modellato l'intero carattere della cultura.
La religione è sempre connessa con i riti, ossia con delle pratiche periodiche volte a commemorare la ricorrenza di eventi mitici o di una storia sacra. Questi sono molto importanti, tanto che alcuni sociologi li hanno considerati alla base dell'emergere delle stesse credenze religiose.
Le religioni si sono espresse, inoltre, in precise forme organizzative, anche se sia il grado sia le forme di organizzazione variano da società a società. Mentre nelle religioni definite primitive da Bellah, non esiste un vero e proprio ceto sacerdotale né esiste una chiesa, nelle religioni storiche emerge una divisione del lavoro e una differenziazione interna che porta a costituire un gruppo di persone addette al culto, i sacerdoti, che hanno il compito specifico di curare e celebrare i riti. Nella tradizione occidentale i movimenti religiosi, si sono raggruppati in persone costituiti intorno a un profeta, che rivelava la parola di Dio, e hanno dato vita a organizzazioni molto potenti, che i sociologi distinguono solitamente in 2 tipi molto diversi: la Chiesa e la setta. La Chiesa è una comunità di credenti stabilizzata, a cui si appartiene per nascita, caratterizzata dal clero, da un corpo di professionisti, che si dedicano a mantenere le finalità dell'organizzazione religiosa.
La setta si distingue dalla chiesa per alcuni tratti fondamentali, in quanto alla setta si appartiene non per nascita, ma per un atto di libera scelta che presuppone un processo individuale di conversione; di conseguenza la comunità di credenti è molto più ristretta di quella della Chiesa. Hanno carattere di setta molte organizzazioni religiose nate dalla riforma protestante, come i testimoni di Geova.
di Manuela Floris
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