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I presupposti e il contenuto dell’effetto dell’atto di destinazione trascrivibile

Per quanto concerne la meritevolezza dell’interesse destinatorio, la soluzione sembra provenire direttamente dalla norma, la quale non è concepita per esigere valutazioni funzionali di prevalenza dell’interesse del disponente rispetto a quello dei creditori danneggiati dalla separazione dei beni oggetto del vincolo.
Ma sul punto la dottrina non è certo unanime: alcuno distingue la destinazione obbligatoria e la fattispecie trascrivibile che richiede un interesse meritevole tratto da una “valutazione comparativa fra interesse sacrificato in tal modo (dei creditori generali) e l’interesse realizzato con l’atto di destinazione” (sicché l’interesse sarebbe meritevole solo quando persegua funzioni socialmente utili); altri osservano che la sola liceità dell’interesse non sarebbe compatibile con il sistema che addirittura sarebbe in tal modo “svenduto”, sì che per evitare tale esito il nuovo istituto dove deve essere interpretato con “una lettura intellettualmente severa ed eticamente rigorosa del materiale normativo” volta a limitare la destinazione opponibile “all’autonomia privata della solidarietà” e a interdire “l’autonomia privata dell’opportunità e quella mercantile”.
Tali opinioni, tuttavia, non tengono nel debito conto la natura e l’attualità del giudizio causale da un lato, e l’evoluzione della proprietà e della circolazione dei beni, dall’altro.
Occorre soffermarsi brevemente sull’uno e sull’altro aspetto per ribadire una diversa lettura.
Cominciamo dal primo: lo Stato corporativo, accentratore e dirigista in economia, fissa le finalità da raggiungere; il regime si appropria della causa, in quanto strumento perfettamente in linea con la sua politica che richiede un controllo in tutte le fasi in cui si pone un problema di ricchezza e di circolazione.
È evidente che cosa è cambiato: la Carta Costituzionale ridisegna in modo totalmente diverso i rapporti tra individuo e Stato, tra libertà e ordine sociale, tra contratto e legge, tra iniziativa economica privata e controlli.
Il nuovo ordine non può non incidere anche sulle regole della circolazione dei beni: frammentazione e dematerializzazione sono i tratti visibili del mutamento dell’assetto proprietario determinato dalla produzione culturale di Oltreoceano e da una analisi economica sempre più penetrante che avvicina i sistemi.
Ciò osservato, quando al significato del giudizio di meritevolezza di cui all’art. 2645 ter c.c., una soluzione sembra provenire direttamente dall’interpretazione letterale della norma; la quale precisa che la “meritevolezza” è unita alla “riferibilità ad un interesse” di soggetti disabili, della pubblica amministrazione, di enti o persone.
Di tal ché la riferibilità rinvia ad un interesse soggettivo di qualsiasi natura, patrimoniale o non patrimoniale, anche di carattere individuale, per cui la meritevolezza è rivolta e affermata in ordine ad una valutazione di un interesse che non deve nel testo essere prevalente rispetto ad altri interessi.
Il controllo di legittimità, insomma, consuma la valutazione di meritevolezza.
Eventuali dubbi sulla scelta normativa che consente la separazione patrimoniale e l’opponibilità di ogni vincolo di destinazione volontario e lecito può solo essere oggetto di un controllo da affidare ai Giudici della legge, senza forzare ciò che essa dice o privarla del suo contenuto impegnativo.
di Stefano Civitelli
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