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Il Covenant della Società delle Nazioni

Alla fine della prima guerra mondiale, al fine di prevenire nuove guerre così catastrofiche, la Conferenza di pace di Parigi e il Trattato di Versailles del 1919 creavano le prime regole e le prime vere istituzioni in materia di sicurezza internazionale. All'origine l'iniziativa Usa con Wilson e i suoi 14 punti miranti a formare un'associazione generale delle nazioni che avrebbe dovuto fornire garanzie reciproche di indipendenza politica e territoriale ai piccoli e grandi stati. Tale idea fu all'origine del Covenant (Statuto) della Società delle Nazioni discusso e adottato durante la Conferenza di Parigi e integrato nel Trattato di Versailles. Il Covenant entra in vigore il 10 gennaio 1920; nasceva con sede a Ginevra la prima vera organizzazione internazionale a carattere politico.
Il primo obiettivo della Società delle Nazioni era di promuovere la cooperazione internazionale e la sicurezza tramite:
L'accettazione dell'impegno a non far ricorso alla guerra.
L'obbligo di relazioni aperte, giuste e onorevoli fra le nazioni.
Il riconoscimento del diritto internazionale come l'insieme di regole di condotta nei rapporti fra governi.
Il mantenimento della giustizia e il rispetto degli obblighi dei trattati nelle relazioni fra i popoli.
Un grande passo in avanti → gli stati per la prima volta non sarebbero stati più completamente liberi nei loro rapporti internazionali → si riconosceva l'esistenza di regole ed interessi comuni → nasceva il diritto internazionale un senso moderno.
Le principali regole di comportamento per i membri della Società erano quattro:
1. l'impegno di ridurre, nei limiti delle esigenze di sicurezza nazionale, il livello degli armamenti e di assicurare lo scambio di informazioni sulle proprie capacità belliche.
2. L'obbligo di sottoporre ad arbitrato o al Consiglio eventuali controversie generatrici di tensione internazionale.
3. Il divieto di ricorrere alla forza armata per risolvere delle controversie internazionale se non dopo un periodo di almeno 3 mesi dalla decisione arbitrale o del Consiglio.

Il Covenant creava una serie di nuove istituzioni col compito di promuovere il rispetto della pace e della sicurezza internazionale:
→ Assemblea con i rappresentanti di tutti i paesi membri, con un voto a testa e la competenza in tutte le questioni riguardanti l'organizzazione.
→ Consiglio composto da 5 membri permanenti (poi allargato a 6) e da 5 membri elettivi (poi 6 e poi 9) con la responsabilità principale in tema di protezione della pace: elaborazione di proposte in materia di disarmo e meccanismi si controllo per verificare applicazione; esame e pronuncia su controversie che potrebbero minacciare la pace; raccomandazioni agli stati membri su quali contingenti militari fornire in caso di violazione obblighi in materia di forza armata.
Qualora non si fosse raggiunta una soluzione per una crisi,il Consiglio poteva adottare a maggioranza raccomandazioni circa il comportamento che le diverse parti avrebbero dovuto seguire → i membri non potevano ricorrere a guerra contro quello stato che si conforma alla raccomandazione. In caso contrario si votava all'unanimità (tranne le parti interessate) le misure necessarie a ristabilire la pace. In caso di inconcludenza del Consiglio le parti si sarebbero arrangiate, con anche la facoltà di entrare in conflitto.
Nel caso un membro fosse entrato in guerra in violazione degli obblighi → gli altri membri avrebbero potuto adottare sanzioni economiche e finanziarie nei confronti dell'aggressore.
→ Al Segretariato erano affidate le funzioni amministrative e il compito di procedere all'attuazione delle delibere di Assemblea e Consiglio.
→ Veniva inoltre creata una Corte Permanente di Giustizia Internazionale, un tentativo di creare una giurisdizione internazionale con competenza sulle controversie internazionali che le parti gli avrebbero sottoposto. Pareri vincolanti su qualunque questione conferitale da Assemblea o Consiglio.
→ creazione di alcuni organi consultivi permanenti come la Commissione sul disarmo e quella sui mandati, con compiti specifici.
di Alice Lavinia Oppizzi
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