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Il mandato d'arresto



Il mandato d'arresto europeo, istituito recentemente, è disciplinato con legge 22 aprile 2005, n. 69.
Scopo principale di tale normativa va rinvenuto nell'abolizione, tra gli Stati membri, della procedura formale di estradizione per quanto riguarda le persone che si sottraggono alla giustizia dopo essere state condannate definitivamente e nell'accelerazione delle procedure di estradizione per quanto riguarda le persone sospettate di aver commesso un reato. In sostanza, il mandato d'arresto europeo si propone di superare le Convenzioni di estradizione e sostituirle con una procedura semplificata di consegna delle persone ricercate nell'ambito della realizzazione del principio del mutuo riconoscimento delle decisioni giurisdizionali straniere.
Ciò premesso, per mandato d'arresto europeo deve intendersi, conformemente alla definizione, una decisione giudiziaria emessa da uno Stato membro dell'Unione europea (Stato membro di emissione) in vista dell'arresto e della consegna da parte di un altro Stato membro (Stato membro di esecuzione) di una persona, al fine dell'esercizio di azioni giudiziarie in materia penale o dell'esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale. In particolare, se la decisione giudiziaria da eseguirsi in Italia consiste in un provvedimento cautelare, questo deve essere sottoscritto da un giudice e motivato; se si tratta, invece, di sentenza di condanna è richiesta l'irrevocabilità.
Il mandato d'arresto europeo è procedura attivabile solo con riferimento a specifiche condotte di reato che la legge n. 69/2005 individua attraverso diversi criteri identificativi ai quali corrispondono differenti tratti di disciplina.
Svariati articoli del decreto legislativo del 2005 disciplinano il procedimento di consegna della persona ricercata ponendo una normativa diversificata in funzione del ruolo (attivo o passivo) rivestito dallo Stato italiano.

di Enrica Bianchi
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