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Il mercato e lo scambio economico

Il mercato è la prima e fondamentale struttura di governo delle transazioni che può funzionare con un minimo di informazione, il prezzo, e con un minimo di collaborazione.
Costi d’uso del mercato: causati dalla razionalità limitata, dalle asimmetrie informative.
Contratto psicologico: può essere definito come una certa disposizione interiore ad adempiere un’obbligazione di tipo tecnico-giuridico, o a vivere una relazione di altro tipo con spirito di collaborazione, di fiducia e con un forte commitment a che le attese, implicite ed esplicite, formali e informali, che sono alla base della relazione, trovino una risposta reciprocamente adeguata.

Gerarchia-organizzazione
L’alternativa al mercato è rappresentata dall’organizzazione interna. In presenza di incertezza, investimenti specifici ed elevata frequenza delle transazioni, il mercato viene sostituito dall’organizzazione interna, entro cui i rapporti sono regolati dal contratto di lavoro.
La logica del mercato viene sostituita dall’azione delle gerarchie manageriali che causano dei costi d’uso dell’organizzazione che si originano dalla difficoltà di mantenere il controllo all’aumentare della dimensione dell’organizzazione e della sua complessità.
La gerarchia ha rendimenti decrescenti all’aumentare della dimensione e della complessità. Quando i costi di uso dell’organizzazione superano i vantaggi, la scelta di internalizzazione può essere messa in discussione, se non con un improbabile ritorno al mercato, attraverso l’adozione di forme ibride.

Le convenzioni
Una convenzione è un accordo implicito su alcune regole di pensiero o di azione che costituiscono un riferimento per il comportamento degli individui entro un gruppo specifico.
Le convenzioni servono a gestire le incertezze all’interno dei contratti e cercano di rendere prevedibile il comportamento degli altri facilitando la cooperazione.
Interazioni transazionali: sono interazioni che è possibile trasformare in procedure routinarie e automatizzate.
Interazioni tacite: producono più valore e richiedono persone in grado di affrontare situazioni ambigue dove non possono essere usate procedure o algoritmi mentre è necessario disporre di capacità di giudizio ed esercitare discrezionalità.
Soggetti sistemi e popolazioni
Con la nascita dell’impresa, i soggetti operano attraverso una o più strutture che, sono degli artefatti costruiti per coordinare gli apporti individuali verso il raggiungimento degli obiettivi.
Le strutture sono caratterizzate da gradi diversi di stabilità, autonomia e inerzia e costituiscono assetti che trascendono dalla volontà dei soggetti.

SOGGETTI
* Teorie classiche: l’organizzazione è un puro mezzo che viene plasmato dai fini di chi detiene il comando, che diviene l’unico soggetto rilevante. Il soggetto opera secondo un principio di razionalità che risponde al criterio efficientistico del minimo mezzo e trascura ogni altra considerazione di tipo culturale, sociale, psicologico che possa interferire con l’obiettivo della massimizzazione del risultato. Questo orientamento esprime e sintetizza due aspirazioni contraddittorie: 1) l’aspirazione a ridurre l’arbitrarietà e la variabilità dei comportamenti rendendoli prevedibili, programmabili e controllabili (formalizzazione); 2) l’aspirazione a misurare e quantificare tutto, per rendere possibile il calcolo razionale.
* Teorie dell’intersoggettività: questa teoria assume una visione possibilista; l’organizzazione viene vista con una modalità che assume le specificità individuali e tende a personalizzare il rapporto, considerando il vissuto e le percezioni individuali, le motivazioni e altri elementi comportamentali. Questo orientamento si basa sul presupposto della specifica identità del lavoratore e della specifica identità dell’impresa. Il soggetto con la sua esperienza, le sue conoscenze, la sua integrazione nell’organizzazione acquisisce per l’impresa un valore preciso. Si afferma una razionalità intersoggettiva.
* Teoria delle decisioni: queste teorie si focalizzano sempre sul soggetto. La razionalità è limitata, si studiano i processi cognitivi, si scompongono i problemi per ridurre le complessità, si individuano le decisioni programmabili, si definiscono le premesse decisionali. Viene adottato un sistema induttivo che parte dall’osservazione, dalla sperimentazione e dalla simulazione anche attraverso laboratori decisionali.
* Teoria degli stakeholder: sono considerati stakeholder tutti i soggetti che non solo anno interessi o aspettative nei riguardi di quello che l’organizzazione fa, di come lo fa e dei risultati che produce, ma hanno anche il potere di condizionarne le scelte.
* Teorie motivazionali: l’uomo nell’organizzazione viene studiato nella sua complessità affettiva e relazionale, nelle sue motivazioni determinate da bisogni fisici, psicologici e sociali.
* Teorie fenomenologiche: la prospettiva fenomenologica postula che l’organizzazione esista solo in quanto degli individui la percepiscono come struttura e conferiscono ad essa un significato.


di Giulia Mestre
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