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Il non liquet


Al regno delle melodie per seconde si applica un rigoroso non liquet. La loro distribuzione è su scala universale, e non si motivano per condizioni speciali quali sesso o clima. Tuttavia le seconde sono più frequenti nelle civiltà meno evolute. Sembra invece che l’Africa abbia il monopolio dell’intervallo di terza. La quarta è assente in Europa eccettuata gran parte dell’area orientale e sudorientale, mentre l’intervallo di terza domina dappertutto.
Gli intervalli unici da nota a nota rimangono spesso immutati all’interno di una melodia e anche in tutte le melodie di una tribù ma, l’ascoltatore non deve naturalmente aspettarsi che gli intervalli che qui chiamiamo di 2°, 3° e 4° siano identici a quelli dei nostri pianoforti, essi hanno un’ampiezza considerevole tanto che talvolta si confondono l’uno con l’altro e chi esegue la trascrizione si ritrova incerto sull’indicare un intervallo come 2° o 3°. O 4°. Un modo per eliminare il dubbio è la trascrizione che indica il numero dei cents della distanza. La situazione però si complica quando per amore dell’espressività i cantanti espandono o riducono intenzionalmente gli intervalli, in particolare ciò accade tra gli indiani d’America i cui strumenti non sono accordati in base a una scala e pertanto non conoscono intervalli standard.
di Marianna Tesoriero
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