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Il pubblico e le istituzioni a cui si rovolge l'arte

Cioè i consumatori artistici. Poco è stato fatto per impostare il problema del pubblico. Un problema connesso con lo studio del pubblico è quello della strategia delle immagini affrontato per esempio da Antal del suo libro sulla pittura fiorentina. Problema che diviene fondamentale, ma abbandonando il rapporto con le classi sociali nel libro di otto von Sinson su Ravenna, la cui tesi principale è quella dell’utilizzazione politica delle immagini e in genere delle opere d’arte come strumenti della propaganda imperiale durante il periodo della dominazione gotica. Questa problematica ha suscitato un particolare interesse e ha conosciuto un’importante sviluppo nell’opera di giovani storici dell’arte tedeschi di tendenza marxista. In questo senso anche le ricerche sull’utilizzazione dell’arte come strumento di propaganda durante la rivoluzione francese pongono problemi che esigono uno studio del pubblico. Questo non costituisce una categoria omogenea, né nel tempo né nel luogo. Ciò pone il problema delle classi e dei contrasti di classe all’interno di una società in cui è necessario distinguere i vari tipi di pubblico. Fondamentale per uno studio del pubblico è il problema dei circuiti di diffusione; certe opere fatte per essere a tutti accessibili avranno un vasto circuito e un pubblico largo, differenziato appartenente a diverse classi sociali, altre destinate alla fruizione provata, avranno una circolazione limitata e un pubblico ristretto. Già Lanzi notò come la migliore pittura senese era accessibile a tutti mentre quella fiorentina osservata da pochi. La distribuzione all’uno o all’altro circuito di distribuzione poteva comportare un uso di codici diversi; poteva anche avvenire che il normale corso dei circuiti venisse interrotto o subisse delle perturbazioni, fossero esse provocate dalla privatizzazione rinascimentale o dalla pubblicizzazione rivoluzionaria e napoleonica. Con la fondazione e l’incremento de museo molte opere che per secoli erano rimaste ascoste conobbero improvvisamente una grande notorietà con conseguenze importanti ma difficilmente valutabili.

-Le istituzioni

Lo studio delle istituzioni si è indirizzato verso quelle istanze che, all’interno del campo artistico, si occupano di un buon numero di compiti, dalla legittimazione alla promozione, alla educazione , alla selezione, alla consacrazione, allo scambio, alla vendita, alla conservazione, alla protezione, all’inventariazione, ecc. Artisti, pubblico, committenti, critici, storici dell’arte e vari tipi di istituzione conferiscono in un unico campo una struttura specifica in un dato momento. I pionieri della storia sociale dell’arte, Antal e Hauser in particolare, hanno in parte trascurato l’importanza delle istituzioni e la loro funzione mediatrice.


di Alessia Muliere
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