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Il sale

Sia nella Divina Commedia che nel Vangelo di Matteo si parlava di sale. Il prezioso minerale ha la funzione essenziale di articolare il linguaggio dei sensi. E’ necessario a distinguere i sapori, dar loro forma e riconoscibilità. Il sale è come l’accento. Necessario al gusto come il linguaggio lo è alla comunicazione umana, il sale diviene simbolo stesso di umanità. Senza sale non c’è gusto.
Il sale consente di condire i cibi ma anche di conservarli. Accompagna il cammino dell’umanità sin dai suoi albori. Salare è un elemento di civiltà, addirittura un fattore dell’organizzazione sociale.
La paga dei lavoratori viene definita salario perché nell’antichità la paga era una razione di sale.
Nelle sequenze della “terra trema” di Visconti viene messa in luce la funzione di civilizzazione del sale. 
Nelle società dei Mari del sud il sale era considerato incarnazione degli antenati e veniva usato come oggetto di scambio cerimoniale per celebrare ad es la fine di una guerra.
Questa solennità si riflette anche negli oggetti destinati a contenerlo. Proprio perché ricco di funzioni e significati il sale è da sempre oggetto di credenze, usi e superstizioni. Ancora oggi è considerato portare male porgere ai commensali direttamente il barattolo del sale (forse in ricordo della focaccia di farro salata in superficie di cui venivano cosparsi i condannati romani prima dell’esecuzione).
Porta male versare il sale, ma gettarlo alle spalle tiene lontano le streghe e il male. Nell’Italia contadina si mettevano mucchietti di sale sulle soglie delle porte per evitare che le streghe entrassero, inoltre la sola parola sale basta a sciogliere il sabba delle streghe, che mangiavano rigorosamente senza sale. 
Nella medicina popolare si usava dire di prendere i medicinali con un grano di sale (questa considerazione deriva da Plinio).
di Anna Carla Russo
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