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Inizio dell’umanità del concepito

a. anticipativa, il concepito è umano dal momento della fecondazione, nel rispetto delle tesi:
- razionalità biologica, l’embrione è un’autonoma individualità il cui procedimento di sviluppo è continuo e ogni fase è necessaria per giungere alla successiva, non potendo segnarsi un limite prima del quale il procedimento è “inutile” e sacrificabile;
- tutela della vita globale, fin dalle prime manifestazioni, consentendo interventi sul feto solo a fini terapeutici;
- umanità a prescindere dalla vitalità, intesa come concreta capacità di divenire uomo, non consentendo disponibilità neanche sul feto gravemente malato;
- garanzia giuridica, si sa in modo certo il momento in cui un soggetto acquisisce certi diritti, nel rispetto del principio di legalità-tassatività;
b. posticipativa, il concepito diviene umano in fasi successive alla fecondazione vera e propria, e prima di tale momento è considerabile oggetto, cioè privo di diritti e utilizzabile a fini scientifici e di ricerca.
Le tesi posticipative segnano il limite della disponibilità in:
 annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero, in quanto solo da questo momento l’ovulo avrà una concreta possibilità di svilupparsi in feto e di nascere (circa 7ettimo giorno);
- comparsa della stria embrionale primitiva, in quanto è da questo momento che l’embrione inizia ad assumere forme “umane” e sviluppa il primo abbozzo di sistema nervoso che gli consente la sensibilità (15esimo giorno);
- cessazione della totipotenza, cioè la capacità della cellula embrionale di separarsi dando luogo al gemello zigote.
Finche c’è tale capacità si ritiene che l’embrione non sia individuo unico (dal 7ettimo al 14esimo giorno);
- nascita cerebrale, momento della formazione del sistema nervoso centrale, in simmetria con la definizione di morte legale, cioè la cessazione delle funzioni vitali dell’encefalo (8ava settimana);
- organogenesi, nascita degli organi più importanti cosicché il concepito assuma “sembianze umane”;
- conclusione, e non inizio come affermano gli anticipativisti, della fecondazione, cioè quando si ha la fusione dei due patrimoni genetici in quello autonomo embrionali (25esima ora).
A livello filosofico i posticipativisi richiedono, più che un fattore biologico di umanità intrinseco al concepito, la sussistenza di certi indicatori di umanità estrinsechi, quali:
- altrui riconoscimento di umanità, consistente nell’accettazione materna o genitoriale e nella volontà procreativa (rischiando però di vedere l’embrione come proprietà dei genitori);
- insorgenza di determinate capacità o facoltà, quali capacità di relazionarsi con la madre, qualità della vita, capacità di vita autonoma, autocoscienza o razionalità di distinguere tra vita e morte, idoneità ad essere un’entità potenziale).
di Stefano Civitelli
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