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Intelligenza artificiale e semantiche procedurali nella filosofia del linguaggio

L’idea che pensare sia fare inferenze porta a identificare il pensare con un tipo di calcolo. Le procedure computazionali dei computer digitali sembrano dei buoni candidati per rappresentare le procedure calcolistiche degli esseri umani. Nasce così l’idea di usare i computer per simulare i processi mentali umani. E’ questa l’intelligenza artificiale nata negli anni ’60.

Alla sua base c’è lo sviluppo rigoroso del concetto di procedura o algoritmo elaborato da Alan Turing (1912-1954). L’algoritmo è un procedimento deterministico che in un numero finito di passi produce un risultato. Il modello matematico astratto è chiamato “Macchina di Turing”.

L’intelligenza artificiale nasce da un punto di vista diverso da quello della semantica di tradizione logico-filosofica: essa è interessata a usare i procedimenti algoritmici per simulare processi mentali effettivi, cosa che è più lontana dagli interessi dei logici.

Si suole così distinguere: semantica come impresa matematica, lo studio delle condizioni di verità degli enunciati del linguaggio in una presentazione formale; semantica come impresa psicologica, lo studio dei processi mentali della comprensione con strumenti o controlli sperimentali.

La semantica procedurale è definita negli anni ’70 attorno all’idea di minimondo o mondo giocattolo: un minimondo è il modello di una situazione idealizzata, particolare e ristretta. Il sistema di comprensione del linguaggio associato a un minimondo contiene una grammatica con un analizzatore sintattico, un motore logico e un dizionario dettagliato su un campo di oggetti ristretto.

Per poter far funzionare il programma occorre che a ogni voce del dizionario sia associata una procedura, che viene identificata con il significato dell’espressione.

L’idea di significato come procedura soddisfa i requisiti fregeani del senso almeno in tre modi: il significato determina il riferimento: a ogni termine singolare e predicato è associata una procedura che dà in uscita lo specifico oggetto presente nel minimondo; composizionalità: le procedure sono composizionali; analisi della forza: a ciascun atto linguistico corrisponde una specifica procedura.

Il paradigma procedurale appare antagonista all’olismo in quanto il significato viene specificato da una procedura ben definita senza necessariamente coinvolgere tutto il lessico. La simulazione fatta con i computer ha contribuito a introdurre temi che hanno toccato la filosofia del linguaggio, in particolare la tesi del funzionalismo e la tesi della semantica naturalizzata.
di Domenico Valenza
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