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Istituire scene educative

Anche la «scena educativa» è una metafora, ripresa ancora una volta dall’opera di Riccardo Massa. Se paragoniamo l’esperienza educativa all’esperienza che il teatro consente di vivere l’analogia e stretta: l’educazione consente di riprodurre la vita in un contesto non solo protetto ma tale da poter creare quegli spazi, in cui cercare e trovare significati prospettive, domande che pongono le persone in un rapporto attivo e più consapevole con la vita. Come fa, o dovrebbe fare, il teatro. Ogni spettacolo teatrale va allestito, preparato dal punto di vista scenico.
L’apprestamento delle scene educative e la predisposizione della loro sequenza e quindi un nodo cruciale del lavoro educativo ed elemento distintivo della qualità di ogni processo educativo.
Certo, a differenza dello spettacolo teatrale, gli educatori non creano la disposizione del contesto dal nulla o solamente dalla loro sceneggiatura: partono da ciò che c’è, per trasformarlo nella scena di qualcosa, di un evento significativo che può accadere, a patto che si siano create le condizioni adeguate.
Apparecchiare una scena educativa significa predisporre e agire dei rituali: delle azioni che concretamente segnino il passaggio in un tempo e spazio dalla qualità che essi stessi fanno intuire poter essere diversa, suscitando interesse, curiosità.
Ed entrare in scena significa entrare in un contesto, essere ingaggiati in un’impresa fatta apposta per provocare cambiamenti. Apparecchiare la scena educativa è un’operazione di mediazione che presenta caratteristiche ancor più complesse rispetto all’ allestimento di scene teatrali.

di Anna Bosetti
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