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Kris

Introduce il concetto di regressione controllata, o regressione al servizio dell'Io. Fino ad ora abbiamo visto che la regressione era sempre qualcosa che poteva indurre patologia e qualcosa di negativo.
Invece Kris fa notare che le regressioni possono servire anche in senso creativo --> «L'artista è soggetto alla regressione dell'Io, che però è parziale e temporanea, e controllata dall'Io stesso (cioè a differenza delle regressioni patologiche, qui è l'Io stesso che induce la regressione, e tale regressione sarebbe necessaria per qualsiasi creatività)».

«Essenziale per la creatività artistica – o meglio, per qualsiasi creatività – è la 'regressione' delle funzioni dell'Io» --> ciò verrà ripreso da Winnicott.

Implicazioni cliniche: nel processo analitico la relazione del paziente con la “realtà interna ed esterna viene ricostruita, le distorsioni annullate, e sostituite da una visione più realistica (cioè nell'analisi si opera per rafforzare l'Io – tale concetto era già presente in Anna Freud con i bambini – e per annullare le distorsioni dovute ai moti pulsionali). Anna Freud scriveva: «L'interpretazione deve partire da quanto è più vicino possibile all'esperienza del paziente – 'dagli strati superiori' (cioè la parte più cosciente dell'Io) – e chiarire la struttura delle 'difese' prima di procedere a ciò che proviene dall'Es». Kris ha sostenuto inoltre che è possibile creare un'alleanza con l'Io del paziente --> così il paziente diventa un alleato, e non un sabotatore resistente al trattamento analitico.

Caso della scienziato: P. era tornato in analisi dopo una prima analisi 'tradizionale'- limitata agli aspetti dell'Es- desideri infantili inc. P. era un giovane scienziato di circa 30 anni, preoccupato di essere incapace di pubblicare le proprie ricerche. Nella prima analisi, era emerso il suo senso di colpa che gli impediva di essere produttivo. Sentiva la pressione costante di usare le idee altrui, in particolare di un suo giovane amico con cui discuteva per ore. Nella prima analisi, le interpretazioni vertevano sul suo desiderio di plagio come desiderio aggressivo di rubare e divorare le idee altrui (aggressività orale primitiva --> Melanie Klein). Kris, il secondo analista, decise di approfondire le operazioni difensive, nell'ipotesi che se i problemi di inibizione non erano stati risolti, agissero ancora. Kris iniziò ad esaminare i testi che P temeva di plagiare, approfondì la sua area di ricerca, e gli scambi di conversazione tra i due amici (Kris si muove sul piano della realtà, piuttosto che sulle fantasie inconsce). Un giorno emerse che P invece di plagiare, aveva introdotto in una  discussione con l'amico le idee che l'amico aveva poi usato, sviluppandole e pubblicandole, senza riconoscergli la paternità. Il paziente leggendole non le aveva riconosciute come sue.  Invece di essere un plagiario, era un ghostwriter. L'interpretazione di Kris era che la distorsione difensiva era legata al suo desiderio infantile di ammirare e apprendere da un padre deludente e deluso che era fallito professionalmente. Per crearsi un padre degno, il paziente aveva proiettato le proprie capacità sull'amico più anziano, trattando il suo lavoro con reverenza e ammirazione. Emersero anche conflitti edipici successivi, legati alla competizione con il 'padre' e il desiderio di rubare la sua 'potenza' che andava punito, attraverso l'inibizione e le autoaccuse di furto.

L'interpretazione della 2° analisi “fornì una maggiore concretezza..e perciò apriva la strada al collegamento tra presente e passato, tra sintomatologia adulta e fantasia infantile…”. Dal punto di vista dell'Es, il desiderio era di privare il padre del pene (interpretazione kleiniana); dal punto di vista del Super-io si ha la  punizione attraverso l'inibizione al lavoro (il paziente non può superare il padre quindi si autoaccusa di plagio e non riesce a capire che l'amico lo sta in realtà plagiando); l'Io mediava tra i due, con un sistema costituito da difese, proiezione, spostamento (dal padre all'amico più anziano).

di Mariasole Genovesi
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