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L'avverbio



L' avverbio si colloca tra lessemi variabili e invariabili.
Dal punto di vista morfologico può essere considerato come uno delle parti invariabili del discorso, ma si caratterizza anche per essere somigliante al nome, all'aggettivo e al pronome. Gli avverbi non sono sincategorematiche perchè possono figurare come risposte: lì, qui, forse.

All'interno delle parole sincategorematiche ci sono quelle che hanno un contenuto come affinchè e quelle che sono soltanto marche linguistiche (come le preposizioni).

In italiano si forma con -mente, in latino ha una declinazione.

Dal punto di vista sintattico non esplicita i nessi sintattici tramite la concordanza

La funzione semantica è la semplice giustapposizione.

Avverbi di rango enunciativo (Sì, no, come risposta vale come un'intera frase), determinanti di enunciato (forse, è possibile, può essere), orientati al soggetto (fa riferimento al soggetto e all'enunciato: Astutamente Ulisse nascose a Polifemo il suo vero nome), orientati al parlante (orientati al parlante e a una dimensione dell'enunciato, con francamente, sinceramente - atto comunicativo- o fortunatamente, purtroppo - fatto-), i modificatori di aspettativa (come anche, dipende dall'ordine delle parole), i modificatori del sintagma verbale (hanno funzione predicativo-argomentale, a Roma posso dire là, qui viene da un nome di luogo), avverbi qualificativi (contengono un aggettivo qualificativo, abiti lontano, vicino, possono contenere un grado).

Non tutti gli avverbi in -mente sono avverbi di modo (fortunatamente).
di Melissa Gattoni
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