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L'impresa e le istituzioni


Le istituzioni pubbliche e lo stato


L'azione dello stato rappresenta un importante terreno di confronto per l'impresa: in quanto entità storicamente determinata, esso è preesistente all'impresa capitalistica , si è evoluto con essa; nei regimi autoritari si è imposto ad essa, subordinandone il destino alle proprie finalità mentre nei regimi socialisti si è completamente sostituito ad essa. L'azione dello stato ha svolto nella maggior parte dei paesi occidentali un ruolo di preparazione, di stimolo e di sostegno all'affermazione di un moderno sistema economico. Con il termine istituzione si intenda l'insieme di attività necessarie alla formazione di un efficiente mercato dei fattori della produzione e dei beni e dei servizi: il presupposto della sua efficienza è l'affermarsi di un assetto istituzionale che sia di incentivo alla crescita economica e allo sviluppo delle imprese. Questo può essere raggiunto solamente tramite azioni svolte da un'autorità superiore: si tratta di decisioni implicanti l'intervento di un soggetto distinto e superiore alle parti, specializzato nell'uso della forza e della giustizia, dotato di poteri impositivi e di autorità a legiferare, cioè a stabilire le regole del gioco. Queste azioni sono di due tipi: la progressiva riduzione dei costi di transazione, ovvero quei costi necessari a far funzionare il mercato, e la creazione di istituzioni, ovvero gli interventi atti a garantire la titolarità di beni e servizi oggetto della transazione, cioè i diritti di transazione. L'impatto della politica istituzionale e legislativa sulla crescita delle economie e sull'attività delle imprese è meno evidente di altre forme di intervento dello stato, quali la politica economica, ma sicuramente più duraturo. Anche in un paese considerato il prototipo del laissez faire quale il Regno Unito, il ruolo del potere pubblico nella creazione di un efficiente mercato nazionale è stato ritenuto fondamentale per spiegare il primato britannico. Nel frattempo, una delle motivazioni per spiegare il declino inglese del tardo Ottocento è stata proprio la sopraggiunta incapacità dello stato nel leggere le necessità del mercato e del mondo imprenditoriale. Gli interventi statali più significativi si verificarono nel secolo e mezzo precedente la rivoluzione industriale così l'Inghilterra poté beneficiare in anticipo di un sistema fiscale, commerciale (atti di navigazione) e monetario unificato: vennero prese misure per proteggere le innovazioni, con l'introduzione dello Statuto dei Monopoli (1624, rimasto in vigore fino alla legge sui brevetti nel 1852), vennero favorite le enclosures, ovvero la recintazione delle terre aperte, per stimolare l'applicazione delle moderne tecniche di coltivazione intensiva. Questi vantaggi dell'Inghilterra risultano più evidenti se si tiene conto che nell'Europa continentale fu necessario attendere la rivoluzione francese perchè si smantellassero quelle istituzioni che impedivano lo sviluppo della società industriale. Uno dei più importanti effetti fu l'abolizione delle strutture feudali e l'emancipazione della classe contadina. Con la soppressione delle corporazioni fu possibile, per ciascun  individuo, la libertà di esercitare qualsiasi attività commerciale e professione. Dal punto di vista sociale questi cambiamenti crearono la borghesia ma dal punto di vista economico rimossero gli ostacoli  allo sviluppo dello spirito imprenditoriale. Napoleone favorì l'accentramento dei poteri, la costruzione di nuove strade, la protezione dei diritti di proprietà e l'elaborazione di un codice di leggi tra cui le Code de commerce del 1807: quest'ultimo introduceva  la distinzione tra tre principali forme di società (società semplice, anonima, in accomandita) che rappresenterà la base giuridica dell'attività imprenditoriale in tante parti dell'Europa continentale. L'impatto della rivoluzione francese fu notevole e questo cambiamento aprì la strada alla creazione, prima in Francia, poi nei paesi conquistati (Belgio, Italia, Olanda) di un mercato territorialmente unificato, dove beni, persone e idee potevano circolare senza restrizioni, favorendo il sorgere di un economia nazionale. La rivoluzione francese pose le premesse, su gran parte del continente europeo, della nascita di nuovi ceti e nuove società, più flessibili e più efficienti economicamente.  Decisivo fu il ruolo del potere pubblico, federale e statale, nella creazione delle condizioni necessarie allo sviluppo negli Stati Uniti. A livello federale furono significativi i provvedimenti di assegnazione della terra e le azioni di stimolo e di sostegno alla colonizzazione, quali l'esplorazione delle terre vergini ad Ovest e la difesa militare di coloni della resistenza indigena. A livello statale fu decisiva l'azione del potere pubblico nell'agevolare la raccolta di capitale e la formazione di società anonime. In un primo tempo venne agevolata la costituzione di società e compagnie privilegiate, che agissero a livello di monopolio o quasi monopolio in settori chiave dell'economia, quali il credito, i canali, le ferrovie, le assicurazioni. L'attività dei singoli stati americani in materia di diritto d'impresa fu significativa per la creazione di un contesto istituzionale favorevole allo sviluppo delle attività economiche. Gli Stati Uniti guadagnarono un considerevole vantaggio nei confronti dei partner europei: in tutto il mondo occidentale erano entrati in vigore nel corso del Settecento severe limitazioni e rigorosi controlli delle iniziative di associazione del capitale in quanto per creare una società anonima era necessaria una specifica autorizzazione parlamentare. Queste norme rappresentavano un vincolo formidabile alla libertà di iniziativa e di intrapresa, soprattutto nei casi in cui queste richiedevano forti immobilizzi iniziali. Alcuni stati nordamericani si resero conto di questo problema: nel 1809, nel Massachusetts, vennero adottati provvedimenti che liberalizzavano l'atto di incorporation, in base al quale da allora fu sufficiente l'avvio di una semplice procedura amministrativa, che rendeva superfluo l'intervento di un'autorità centrale. Il Connecticut e il New Hampshire, presto imitati da tutti gli altri stati del Nord, decisero di introdurre il principio di responsabilità limitata. Ciò non comportò uno sviluppo automatico del mercato dei capitali poiché queste imprese mantenevano un carattere essenzialmente famigliare. Il ritardo dei paesi europei fu sensibile: in Inghilterra per la liberalizzazione delle procedure di costituzione di società per azioni si dovette attendere il Joint Stock Companies Act del 1856, in Francia il 1863, in Italia il 1882 con il Codice Mancini. Il pieno riconoscimento della responsabilità limitata fu posteriore a queste date.
Tutti questi esempi mostrano come questa politica economica nei processi di trasformazione e di ammodernamento delle economia e del sistema delle imprese ha portato alla creazione di un ambiente adatto alla realizzazione delle potenzialità imprenditoriali dei singoli paesi.
di Melissa Gattoni
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