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L'utilizzo del surplus del produttore

Possiamo impiegare il surplus del produttore anche nel breve periodo per studiare gli effetti di ogni shock che non influenza il costo fisso delle imprese (es. variazione del prezzo del bene sostituto o di un fattore di produzione). Tali shock modificano il profitto esattamente della stessa quantità di cui modificano il surplus del produttore perché i costi fissi non variano.
Uno dei vantaggi offerti dal'utilizzo del surplus del produttore consiste nella possibilità di misurare l'effetto di uno shock su tutte le imprese di un mercato senza dover misurare il profitto di ogni singola impresa. Possiamo calcolare il surplus del produttore relativo al mercato utilizzando la curva di offerta di mercato nello stesso modo in cui abbiamo calcolato il surplus di un produttore utilizzando la sua curva di offerta.
La curva di offerta di mercato è la somma orizzontale delle curve del costo marginale di ogni impresa; ne consegue che il costo variabile di tutte le imprese del mercato che producono Q è l'area sottostante la curva di offerta tra 0 e il prodotto di mercato Q.
La Massimizzazione del Benessere
Una misura del benessere della società comunemente usata, W (welfare)corrisponde alla somma del surplus del consumatore e di quello del produttore: W = CS + PS
Tale misura considera implicitamente il benessere dei consumatori e quello dei produttori in maniera uguale; il suo utilizzo comporta quindi il giudizio di valore per cui il benessere dei consumatori e quello dei produttori hanno la stessa importanza.
Produrre una quantità inferiore al livello concorrenziale riduce il benessere economico.



Se si riduce il prodotto portandolo a Q2 facendo salire il prezzo p2 in e2, il surplus del consumatore è CS2=A, il surplus del produttore è PS2 = B + D e il benessere economico W2 = A + B + D.
La variazione del surplus del consumatore è:
ΔCS = CS2 – CS1 = A – (A + B + C) = - B – C
I consumatori  perdono B perché devono pagare una somma aggiuntiva pari a p2 – p1 rispetto al prezzo concorrenziale per acquistate Q2 unità; e perdono C perché al prezzo più elevato acquistano solo Q2 anziché Q1.
La variazione del surplus del produttore è:
ΔPS = PS2 – PS1 = (B + D) – (D + E) = B – E

I produttori guadagnano B perché vendono Q2 unità al prezzo p2 anziché p1; e perdono E perché vendono Q2 – Q1 unità in meno.
La variazione del benessere economico è: ΔW=ΔCS + ΔPS = (- B – C) + (B – E) = - C – E.
L'area B rappresenta un trasferimento dai consumatori ai produttori perciò essa non influisce sul benessere. Il benessere della società diminuisce perché la perdita del consumatore pari a C e la perdita del produttore pari a E non portano vantaggio alcuno; tale diminuzione del benessere ΔW=- C – E è una perdita netta DWL (deadweight loss): la riduzione del benessere derivante dalla perdita di surplus di un gruppo non controbilanciata dal guadagno di un altro gruppo, causata da un'azione che altera l'equilibrio di mercato.
Si verifica una perdita netta perché i consumatori attribuiscono al prodotto aggiuntivo un valore maggiore del costo marginale sostenuto per produrlo. Per ogni quantità compresa tra Q2 e Q1 la disponibilità marginale dei consumatori a pagare un'altra unità è maggiore del costo marginale di produrla.

Anche produrre una quantità superiore al livello concorrenziale riduce il benessere economico poiché il costo di produrre tale output aggiuntivo è maggiore del valore attribuitovi dai consumatori.


Dato che il prezzo scende da p1 a p2 il surplus del consumatore aumenta di:
                                                                ΔCS = C + D + E
Che corrisponde all'area compresa tra i valori p1 e p2 a sinistra della curva di domanda. Al prezzo originale p1, il surplus del produttore era pari a (C + F), il costo di produrre una quantità maggiore corrisponde all'area sottostante la curva di offerta sino a Q2, ossia  B + D + E + G + H; le imprese vendono tale quantità solo per la somma p2Q2, l'area F + G + H, quindi il nuovo surplus del produttore è (F – B – D – E); ne consegue che l'incremento del prodotto provoca una diminuzione del surplus del produttore pari a
ΔPS = - B – C – D – E.
Dato che la perdita dei produttori è maggiore del vantaggio dei consumatori, la perdita netta è:
ΔW= ΔCS + ΔPS = (C + D + E) + (- B – C – D – E) = - B
Si verifica una perdita netta perché i consumatori attribuiscono al prodotto aggiuntivo Q2 – Q1, un valore pari solo a E + H. …..
Il motivo per cui la concorrenza massimizza il benessere è costituito dall'uguaglianza tra il prezzo e il costo marginale dell'equilibrio concorrenziale. In corrispondenza dell'equilibrio concorrenziale, la domanda è pari all'offerta, assicurando che il prezzo sia pari al costo marginale.
Quando si verifica tale uguaglianza, i consumatori attribuiscono al'ultima unità di prodotto un valore esattamente uguale al costo necessario per produrla
Se i consumatori vi attribuiscono un valore maggiore del costo marginale di produrlo, il benessere aumenta se la produzione cresce
Se i consumatori attribuiscono un valore minore del costo marginale di produrlo, il benessere aumenta se il livello di produzione diminuisce.
Un fallimento di mercato è costituito da una produzione o un consumo inefficiente, spesso dovuti a un prezzo superiore al costo .
Le politiche che spostano la curva di offerta
Tutte le azioni intraprese dalle amministrazioni pubbliche influiscono sull'equilibrio concorrenziale in uno dei due seguenti modi:
Spostano la curva di domanda o quella di offerta( come i limiti al numero di imprese di un mercato)
Inseriscono un cuneo tra il prezzo e il costo marginale, in modo tale da non farli coincidere ( come le imposte sulle vendite)

Tali interventi pubblici conducono da un equilibrio concorrenziale non vincolato a un nuovo equilibrio concorrenziale vincolato.
I due più comuni tipi di politiche pubbliche che spostano la curva di offerta sono:
I limiti alnumero delle imprese presenti in un mercato
I limiti di altro tipo alla quantità che le imprese possono produrre
Le politiche pubbliche che provocano una diminuzione dell'offerta per ogni possibile prezzo portano a una riduzione degli acquisti da parte dei consumatori in corrispondenza de i prezzi più elevati, con conseguente riduzione del surplus del consumatore e del benessere. Il benessere diminuisce quando le amministrazioni pubbliche limitano il consumo di prodotti concorrenziali da tutti considerati beni.

Le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni di altro tipo e le organizzazioni sociali limiti il numero delle imprese almeno in tre modi:

1)   Le limitazioni del numero delle imprese in maniera esplicita
Un limite al numero delle imprese, provoca uno spostamento della curva di offerta verso sinistra, con conseguente aumento del prezzo di equilibrio e riduzione della quantità di equilibrio. I consumatori ne risultano danneggiati; le imprese presenti nel mercato al momento dell'imposizione dei limiti traggono invece un beneficio in termini di aumento dei profitti


2) L'esclusione di determinati gruppi dal possesso delle imprese o dallo svolgimento di determinati lavori e servizi. Se il gruppo privilegiato possiede un n° così basso da realizzare un profitto economico, l'esclusione dell'altro gruppo limita il n° tot delle imprese del mercato. Tali restrizioni danneggiano i consumatori e apportano un beneficio ai membri del gruppo privilegiato che possiede le imprese.

3) L'incremento dei costi di entrata e di uscita (limitazione indiretta):
Barriere all'entrata. E' nel lungo periodo una limitazione esplicita o un costo richiesto solo alle potenziali nuove imprese. (es barriera all'entrata: costi irrecuperabili a due condizioni: che i mercati di capitale non funzionino bene, creando difficoltà per il reperimento di fondi e che il costo irrecuperabile sia ingente)
Barriere all'uscita. Barriere che rendono difficile l'uscita di un'impresa tramite cessazione dell'attività. Nel breve periodo, possono mantenere relativamente elevato il n° delle imprese presenti nel mercato; nel lungo periodo invece, esse potrebbero limitarlo.
di Alessia Chiovaro
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