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L’approccio generativo di A. J. Greimas

Dalle teorie di Propp prendono spunto numerose riflessioni da parte di altri studiosi. Tra questi il lituano A. J. Greimas apporta inizialmente alcune prime variazioni che rendono il modello ancora più generale. La rielaborazione dei risultati di Propp tende a generalizzare la narratività nell’intenzione di farla assurgere a organizzazione basilare del mondo umano sulla quale si produce ogni forma di significazione. Inizialmente le 31 funzioni, ridotte in 5 macroinsiemi, sono connesse tra loro da una strutturazione logica delle relazioni: a) A Contratto (contrattazioni tra i personaggi); b) F Scontro (scontro-incontro sul piano pragmatico); c) C Comunicazione (Comunicazione cognitiva tra i personaggi); d) p presenza (inizio e fine degli spostamenti); e) s spostamento (gli spostamenti veri e propri). Il modello attanziale prevede una relazione tra gli attanti stessi: un asse di comunicazione/contrattazione in cui destinante induce un destinatario a fare qualcosa e un asse di realizzazione pragmatica in cui un soggetto eroe compie un’azione per ricongiungersi ad un oggetto, aiutato ed ostacolato da altre istanze. L’oggetto, così come aiutante e opponente, possono anche non essere materiali o umani; destinante, erore e destinatario possono risolversi in un solo personaggio:

Greimas distingue gli stati e le trasformazioni e li rappresenta attraverso simboli: a) stati: i Soggetti (S) si trovano in congiunzione o in disgiunzione con il loro oggetto o scopo. In questo caso il soggetto viene detto soggetto di stato.
b) trasformazione: i Soggetti trasformano il loro stato, dunque da congiunti diventano disgiunti dall’oggetto e viceversa. In questo caso il soggetto viene detto operatore:

Un soggetto, motivato da stati di disgiunzione rispetto ad un oggetto che vorrebbe possedere, opera una serie di trasformazioni in vista dell’attuazione del proprio programma narrativo.
L’organizzazione testuale. Greimas generalizza sempre più il modello in vista di una più ampia applicazione a generi diversi da quello folcrorico. Ciò conduce ad un generale consenso sulla distinzione fra due livelli di rappresentazione di analisi: un livello apparente della narrazione e un livello immanente. In semiotica il superficiale è il complesso: il senso si produce in un livello profondo elementare per poi esprimersi articolamente in superficie. L’attenzione viene dunque spostata verso il percorso generativo del senso inteso, in un’economia generale di una teoria semiotica, come una logica di successione di livelli: ogni livello collocato più in profondità è logicamente implicato da quelli più superficiali. L’intelletto umano nella costruzione di oggetti culturali parte, infatti, da elementi semplici, procedendo dall’immanenza alla manifestazione secondo tre tappe principali, rintracciabili ne: a) le strutture profonde, le quali definiscono il fondamentale modo di essere di un individuo o di una società e, di conseguenza, delle condizioni di esistenza degli oggetti semiotici; b) le strutture di superficie costituiscono una grammatica semiotica che ordine in forme discorsive i contenuti suscettibili di manifestazione; c) le strutture di manifestazione producono e organizzano significati. Così, Greimais distingue tre livelli ma si sofferma ad indagare i primi due lasciando alle specifiche stilistiche il compito di analizzare la natura e la qualità dei significanti. Egli chiama le strutture profonde “semio-narrative” e lascia a quelle di superficie il nome di “discorsive”. Nella struttura semio-narrativa profonda ha sede la base logico-semantica la quale, attraverso un’operazione di conversione, consente di passare alle strutture semio-narrative superficiali dove si attua lo schema narrativo canonico con le sue prime strutture antropomorfe ancora astratte. Da queste si passa, attraverso un’operazione di convocazione, alle strutture discorsive vere e proprie, dove l’astratto assume la sua specificità in elementi concreti di senso. Il testo va inteso sempre come una totalità di senso, come un tout de signification. Strutture semio-narrative. A) Livello profondo. Nella semantica fondamentale è situata la struttura elementare della significazione organizzata da un modello costituzionale noto come quadrato semiotico in cui si articolano i contenuti, ovvero le sostanze semantiche. Tale modello esprime l’esigenza di rappresentare in maniera schematica le relazioni di senso che, in un micro-sistema semantico di relazioni ed opposizioni, articolano i valori principali dai quali gli elementi narrati traggono la loro valenza. Il valore è qui un “progetto di vita” da cui si desume che lo stesso oggetto di valore dovrà intendersi come un oggetto che dà un senso, un orientamento assiologico, a tale progetto. Il quadrato semiotico è la rappresentazione visiva dell’articolazione logica di una categoria semantica qualunque. E mostra, dunque, come si orientano i valori attribuiti agli elementi narrati in superficie, ovvero come le articolazioni del senso siano, invece, profondamente rappresentate da una semplice opposizione concettuale. La relazione è rappresentata dai termini che condensano tale assiologia (componente semantica) in base ai seguenti rapporti interni (componente sintattica)
di Niccolò Gramigni
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