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L’oggetto dell’autorità: estensione delle aree di disponibilità

Abbiamo visto che per quanto intensi possano essere i moventi dell’individuo a comprare, questi non si identificano in nessun caso con i fini dell’organizzazione.
Di conseguenza, la pretesa di ottenere dagli individui l’identificazione completa con l’organizzazione è irrealistica.
L’autorità deve porsi invece un traguardo praticabile: gestire il rapporto tra contributi e incentivi in modo che i sottoposti allarghino la sfera della propria disponibilità ad obbedire ai comandi che servono agli scopi dell’organizzazione.
Se si dispongono tutti gli ordini, ce ne sarà un numero di inaccettabili, un gruppo neutrale, ed un terzo gruppo di indiscutibilmente accettabili. Quest’ ultima categoria si trova nella “zona di indifferenza”, ovvero di disponibilità ad eseguire gli ordini; il massimo che un’autorità può ottenere. 
Su questo punto Barnard si discosta dalle Relazioni Umane che affermavano che la creazione di un clima amichevole nell’azienda ha per scopo l’ottenimento dell’adesione emotiva dei dipendenti ai fini dell’impresa. Ma le Relazioni Umane, non si ponevano il problema che quest’adesione, per quanto intensa non è mai in grado di superare la radicale distinzione tra fini organizzativi e moventi degli individui.
Barnard elabora una teoria più complessa; anche per lui l’agire cooperativo si fonda sul primato degli incentivi morali; ma tale primato si limita ad essere la base per sostenere che l’autorità deve operare in modo da estendere l’aria dei comandi che i membri sono disposti a seguire.
L’efficacia dell’autorità si misura dall’estensione dell’area di disponibilità dei dipendenti a eseguire gli ordini. Ma l’area di disponibilità esprime anche il grado di efficienza: quanto max è la soddisfazione dei moventi individuali, tanto più estesa sarà l’area della prestazioni a cui gli individui sono disponibili.
di Priscilla Cavalieri
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