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La competizione del mercato idrico

Il settore idrico, come tutti i settori di utilities, presenta una serie di caratteristiche strutturali che rendono peculiari i meccanismi competitivi. Le principali sono:
- l’esistenza di infrastrutture di rete in condizione di monopolio naturale (salvo qualche “allacciamento” locale)
l’essere un servizio essenziale e dalle forti implicazioni sociali. Se il sistema tariffario deve obbedire al principio comunitario secondo cui i costi devono essere coperti, si va verso una concezione del servizio di tipo privatistico. E’ corretto questo atteggiamento “politico” verso il serv idrico? Penso di no perché è usufruire di qualcosa di vitale per l’esistenza umana.
- servizio fortemente regolamentato (deve essere)
L’idrico, però ha ulteriori peculiarità che lo rendono un mercato molto diverso dagli altri settori utilities, in particolar modo da quelli energetici (gas e energia elettrica).
Innanzitutto, l’unbundling, che è alla base del processo di liberalizzazione negli altri settori, nel settore idrico è tecnicamente problematico ed apertamente avversato dalla normativo. Mentre nei settori energetici vi sono pochi operatori verticalmente integrati in un mercato monopolistico e si vuole stimolare la concorrenza, nel settore idrico, in presenza di una miriade di soggetti verticalmente disintegrati, si mira a incoraggiare le aggregazioni per aumentare la concentrazione del settore.
In secondo luogo, permanendo nel settore una situazione di monopolio naturale è strutturalmente impossibile che si affermi una reale concorrenza nel mercato, mentre è teoricamente possibile una concorrenza per il mercato. Tuttavia anche tale forma di concorrenza è in pratica difficile per le seguenti ragioni:
* la co-opetition tra i maggiori gruppi, quanto non addirittura la sussistenza di accordi comportamenti collusivi. In Italia il fenomeno delle joint venture tra potenziali competitor è un fenomeno molto rilevante: quasi tutte le gare per l’individuazione di un partner privato hanno visto la partecipazione di cordate aventi come azionisti alcuni tra i maggiori player italiani e europei.
* La durata dei contratti. In Italia gneralmente i nuovi contratti da affidamento hanno durata di 25-30 anni. Tale dato rende la competizione potenziale molto limitata nel tempo, e avvantaggia molto gli incumbent, che dispongono di una conoscenza dello specifico ATO
* Le forti barriere all’entrata. I grandi operatori dispongono di maggiori capacità di reperimento delle risorse finanziarie e di know how peculiare.
In mercati caratterizzati da una forte asimmetria informativa, i grandi gruppi dispongono di una notevole influenza politica ed economica

I principali Player nazionali
Tra il 1999 e il 2003 parallelamente alla accelerazione nella implementazione della Galli, la situazione è notevolmente cambiata, andando verso una maggiore concentrazione del mercato.
- ACEA (roma)
- HERA (emilia romagna)
- AMGA (Genova)
etc
Processo di aggregazione.
Prima era gestito dalle municipalizzate da cui sono sorte quelle che operano a livello locale.
Queste aziende ex municipalizzate (aziende di serv pubblici locali) tendono ad aggregarsi per creare una massa critica adeguata per operare in condizioni ottimali e operare nel territorio per formare strutture organizzative più ampie. Dal 2000 al 2003 vi è stata una crescita costante degli accordi strategici nel settore idrico: operazioni di aggregazione, fusioni e acquisizioni, joint venture finalizzate alle partecipazioni di gare per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato. (i partecipanti agli accordi sono imprese multyutility). Le sinergie nella gestione delle reti dell’acqua e del gas sono un dato storico che si mantiene vivo ancora oggi: si è detto anche della convergenza tecnologica dell’idrico con il settore dei rifiuti (downstream) e quello elettrico (upstream). Il 64% degli accordi erano costituito da Local utilities, vere protagoniste del processo di concentrazione del mercato(es ACEA)
Player globali (società specializzate, capaci di gestire al meglio le reti come struttura fisica) Il mercato dei servizi idrici in Italia presenta un grado di internazionalizzazione relativamente basso rispetto ad altri Paesi; la presenza di operatori internazionali è tuttavia cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Anche nel mercato italiano infatti si sono progressivamente affacciati i principali player globali del settore. L’ingresso di tali operatori nel nostro Paese è avvenuto mediante la partecipazione a joint venture con aziende italiane, in genere con quote di minoranza, ma con un ruolo industriale non secondario 8ciò anche alla loro capacità di portare know how tecnico e gestionale.
Vedia Water; Ondeo; Thames Water (gruppo Rwe) [tedesca]; Saur
[in maggioranza sono fenomeni che interessano tutto il mondo (anche in Sicilia)
NB: Nel ns paese abbiamo molti soggetti che operano in aree un po’ più vaste dei singoli comuni
A livello italiano il servizio è gestito da aziende (Spa) che operano a livello territoriale, e molte di loro tendono ad aggregarsi al fine di migliorare i processi gestionali.
A livello globale le società si presentano in altri paesi e partecipano alle gare d’appalto per la gestione del servizio in paesi diversi da quelli di origine, portando con loro un bagaglio di maggiori competenze.
di Alessia Chiovaro
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