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La progettazione del processo di produzione

SCELTE DI LUNGO PERIODO (opzioni strategiche)
Le scelte produttive di lungo periodo rappresentano il principale presupposto per il raggiungimento degli obiettivi strategici delle aziende di servizi pubblici (come d’altronde per tutte le altre tipologie di aziende) e devono essere prese coerentemente con essi poiché la loro modifica comporta costi elevati e tempi lunghi di realizzazione.
Le scelte di lungo periodo possono essere ricondotte a 3 principali ambiti di analisi:
1. Le tecnologie del processo produttivo
2. Il dimensionamento (in funzione alla variabilità della domanda)
3. la localizzazione (in funzione al servizio erogato)
Ognuna di queste scelte è ovviamente strettamente connessa con le altre e le decisioni relative sono prese generalmente in una visione complessiva e complementare. Il dimensionamento di un impianto produttivo infatti è strettamente condizionato dalla sua localizzazione (considerata la intrasferibilità assoluta o relativa dei servizi) ed entrambe le decisioni dipendono dalla tipologia di processo produttivo che si è deciso di adottare (la localizzazione e il processo produttivo possono essere considerate in linea di massima fasi propedeutiche alle scelte della dimensione produttiva).
Il dimensionamento della capacità, inoltre, richiede la conoscenza dell’andamento temporale della domanda del servizio considerato e la valutazione della previsione della stessa ad una certa epoca, con la conseguenza che un arco temporale lungo presenta ampi margini di incertezza, per il modificarsi dei comportamenti di comportamento e di consumo.

Il processo produttivo: caratteristiche e tipologie
La produzione, intesa come trasformazione fisica dei fattori produttivi, comporta l’acquisizione e l’impiego di risorse disponibili in natura in misura limitata, al fine di ottenere determinati prodotti e(o servizi (output) da destinare al cliente finale o intermedio.
Il problema che ciascuna azienda deve affrontare riguarda la scelta della combinazione dei fattori produttivi più convenente, le quali possono divergere tra loro per uno dei seguenti motivi:
- la quantità dei fattori impiegati,
- le metodologie organizzative e le diverse tecniche utilizzate (impianti/macchinari)
— le tecnologie adottate.
- per cambiamento tecnologico, si intende l’adozione di una tecnologia assolutamente diversa da quella precedentemente impiegata per tecniche, processi e fattori produttivi impiegati
- per cambiamento tecnico, si intende il semplice mutamento di modalità organizzative all’interno della medesima tecnologia.
L’esistenza di situazioni ambientali (nuovi bisogni da soddisfare, progresso tecnologico), ma anche di fattori interni all’azienda, spingono verso la ricerca di nuove soluzioni produttive che siano economicamente più convenienti e contribuiscano al contempo all’incremento della produttività dei singoli fattori impiegati.
In corrispondenza dell’area di produzione è possibile distinguere dunque 2 ordini di scelte:
- quelle di progettazione del sistema produttivo, che interessano un orizzonte temporale di medio-lungo periodo. Riguardano aspetti destinati a far durare i propri effetti nel tempo; ai fini della loro attuazione occorre considerare l’investimento iniziale di capitale destinato all’acquisizione dei fattori produttivi, nonché il ritorno in termini economici da detto investimento. (nelle imprese di servizi pubblici, gli investimenti richiedono elevate immobilizzazioni iniziali in impianti e macchinari e quindi i capitali impiegati si presentano a lento ritmo di rigiro e sono caratterizzati da bassa flessibilità. Inoltre, spesso gli impianti non sono facilmente reversibili e quindi non si prestano a operazioni di dismissioni agevoli; si dice pertanto che tali costi non sono recuperabili).
- quelle di gestione del sistema produttivo che interessano un orizzonte temporale di breve periodo. Tali scelte sono invece finalizzate all’ottimizzazione della gestione dei fattori produttivi già acquisiti dall’azienda. L’obiettivo comune consiste nell’incremento della produttività, ottenibile attraverso la massimizzazione del valore del prodotto dato un tetto max di spesa da sostenere.

Rifacendosi alle analisi realizzate da Woodward, è possibile classificare i sistemi di produzione secondo 4 tipologie:
- Job shop, laboratorio o officina, in cui il processo produttivo non è costruito sul prodotto ma vi è un’organizzazione in grado di far fronte alle specifiche richieste che di volta in volta si presentano, grazie anche ad una manodopera altamente qualificata (es nel settore dei servizi pubblici è la produzione di alcuni servizi sanitari complessi, come gli interventi chirurgici)
- Produzione intermittente a piccoli lotti, in cui vi è un prodotto o servizio standard con una serie di opzioni espresse tra cui il cliente di volta in volta definisce quelle utili al suo caso; ciò comporta l’esigenza di prevedere e programmare le differenti combinazioni e la sequenza di attività (es: servizi ferroviari, in cui il cliente sceglie tra varie soluzioni: poltrona, cuccetta, vagone-letto, classe, itinerario, etc)
- Produzione intermittente a grandi lotti, in cui vi è un processo produttivo poco flessibile che da luogo a prodotti standardizzati, grazie a una sequenza delle fasi della produzione molto ripetitiva e poco adattabile ai cambiamenti (molti serv. pubblici appartengono a questa categoria; es: servizio postale, radiotelevisivo, nettezza urbana, etc)
- Produzione a flusso continuo, in cui il flusso di materiali in entrata è rigidamente definito e dà luogo alla elaborazione di un unico prodotto o servizio; la struttura del processo produttivo è dedicata e costruita sul particolare output. (es: gas, acqua, telecomunicazioni, en.elettrica,etc)
Il passaggio dai processi produttivi “per progetto” fino a quelli “a flusso continuo” determina un uamneto del livello di automazione e standardizzazione della produzione, naturalmente a discapito della flessibilità (trade-off). Tuttavia, le esigenze di miglioramento dell’efficienza e efficacia degli ultimi anni richiedono sempre più di coniugare i due aspetti di standardizzazione e flessibilità; ciò è necessario poiché l’ambiente nel quale oggi operano le imprese è caratterizzato da elevati livelli di complessità in termini di varietà (eterogeneità dell’agire dei comportamenti di consumatori e aziende) e variabilità (rapidità e imprevedibilità con cui mutano le condizioni che differenziano questi comportamenti).
Sistemi di produzione altamente rigidi si caratterizzano per una maggiore produttività e stabilità; nei sistemi flessibili prevale minore stabilità e prevedibilità.
Il maggiore o minore grado di flessibilità della struttura impiantistica è in larga misura determinato dalle modalità con cui si manifesta la domanda del settore di riferimento: quanto più la domanda si presenterà statica e prevedibile tanto minore sarà l’esigenza di dotarsi di impianti versatili e flessibili; diversamente, a fronte di una domanda dinamica e variabile, sarà opportuno utilizzare una struttura produttiva maggiormente flessibile, capace cioè di adattarsi alle continue variazioni quantitative e qualitative della domanda stessa.
Dall’osservazione delle variazioni manifestate dalla domanda è dunque possibile individuare 4 diverse tipologie di sistemi produttivi, aventi ognuna caratteristiche proprie e ben definite:
elastici, in grado cioè di far fronte (nei limita della capacità produttiva) a variazioni della domanda con una minima incidenza sulla variabilità dei costi medi unitari.
Versatili, cioè specializzati rispetto a un servizio di base, ma suscettibili di produrre numerose varianti del servizio stesso, con tempi e costi di conversione pari a zero
Adattabili, suscettibili di modificazioni profonde, nei quali la capacità produttiva è in grado di adeguarsi alle variazioni della domanda.
Convertibili, immaginati per la produzione di determinati servizi, ma tuttavia utilizzati anche per servizi diversi attraverso sistemi correttivi.
In conclusione: nelle scelte di progettazione del sistema produttivo, i cui effetti sono destinati a perpetuarsi nel tempo, fino a vincolare le decisioni aziendali future, gli aspetti interessanti riguardano (v. elenco in grassetto):

Aspetti tecnologici: 
Sistemi di produzione. Elementi di riferimento su cui fare scelte:
mercato di riferimento (variabilità nel tempo di questa domanda),
prodotto
processo: definire il percorso evolutivo delle modalità di produzione del servizio.
Progettazione
Processi di produzione
grado di specializzazione degli impianti
dimensionamento ottimale degli impianti. A quale parametro ci dobbiamo riferire? Alla domanda. (non solo la consistenza della stessa ma anche la sua variabilità)
definizione della capacità produttiva, tenendo conto della consistenza e variabilità della domanda.
NB: Riguardo l’aspetto dimensionale delle imprese dei servizi pubblici occorre valutare la compatibilità tra considerazioni di carattere economico e apprezzamenti sull’opportunità sociale delle scelte definite in sede di progettazione del sistema produttivo.  Da questo punto di vista devono essere rispettate le seguenti condizioni:
accesso indiscriminato al servizio
riduzione, fino all’annullamento, dei tempi di attesa
massima diffusione territoriale.
Sulla base della considerazione che il servizio pubblico, in quanto tale deve essere erogato in quantità congrue da assicurare: la sua capillare diffusione nel territorio, i requisiti minimali di qualità e la garanzia della continuità della fornitura.
di Alessia Chiovaro
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