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La storia d'impresa e l'evoluzione dell'ambiente socio-culturale


I fattori culturali


Con il termine cultura indichiamo quella molteplicità di fattori esterni al network degli imprenditori e delle imprese che hanno storicamente influito sul loro comportamento all'interno delle diverse società: ciò che fa differenza nella storia dello sviluppo economico è la cultura. Esistono molte interpretazioni del termine cultura come “valori e credenze condivise” oppure “ consuetudini e valori morali caratterizzanti una popolazione”. Queste definizioni possono essere rielaborate in strumenti interpretativi per la teoria dell'impresa se le sue componenti, cioè valori e credenze, vengono riproposte in termini di informazioni: i valori veicolano le informazioni riguardo a ciò che è giusto o sbagliato, le credenze contengono informazioni riguardo a ciò che è vero o falso. La cultura favorisce l'efficienza con cui le risorse scarse vengono utilizzate da un gruppo sociale migliorando la quantità e la qualità delle informazioni a disposizione degli individui. L'impresa trasforma i beni per metterli sul mercato e per soddisfare i bisogni ed è costituita dagli imprenditori + capitale + lavoro + produzione. L'imprenditore è una componente di avvio e di gestione, mentre il lavoro è parte della produzione. L'efficacia dell'impresa è data dall'imprenditore + lavoro + tecnologia. Il contesto istituzionale in cui operano le imprese appare come il risultato di un processo di elaborazione culturale. Esiste una concezione americana dell'impresa e una europea: la prospettiva culturale europea tende a identificare l'impresa con una persona, o un insieme di persone (famiglia) o una comunità (distretto), ovvero con un'attività che genererà lavoro e ricchezza per i suoi referenti, membri: costoro sono fonte di flussi finanziari, di capitale umano e di conoscenza per l'impresa. La concezione europea prevede una crescita economica e sociale, il tratto fondamentale dell'impresa è generare lavoro. La cultura americana invece considera l'impresa essenzialmente una cosa, ovvero un bene da mettere sul mercato (quindi da vendere o acquistare): l'assenza di personificazione dell'impresa ha reso più semplice il processo di separazione fra proprietà e controllo, ovvero l'affermazione delle burocrazie manageriali e quindi la crescita delle dimensioni dell'impresa. C'è una prevalenza di capitale, contano i risultati in quanto c'è mobilità, tutto deve essere venduto o acquistato al miglior prezzo. Esistono diversi antenati dell'impresa del '900: Umanesimo italiano e mercanti, individualismo europeo inteso come utilitarismo e calvinismo, etica del lavoro in Giappone, il progresso americano. Nel '500-'600 i mercanti italiani fecero sempre più attenzione alle attività del vendere o del commerciare e con il commercio si instaurò la produzione di massa e con essa l'impresa. I mercanti introdussero il commercio e quindi il rischio di capitale. In Giappone c'è un modello alternativo, gli imprenditori giapponesi, sebbene senza calvinismo, adottarono un'etica del lavoro fondata sull'ideale del lavoro piuttosto che della ricchezza, la società giapponese è basata sul senso del dovere e degli obblighi collettivi. In America l'impresa visse sull'innovazione tecnologica, con Ford ci fu la prima catena di montaggio e produzione di massa. L'individualismo prevede il perseguimento del proprio utile personale, non viene tenuta in conto la collettività. Il calvinismo prevede che la ricchezza sia eticamente buona, una benedizione.
di Melissa Gattoni
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