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La tragedia e la storia Nietzsche

La nascita della tragedia dallo spirito della musica. Ovvero: grecità e pessimismo ha come motivo centrale la distinzione tra apollineo e dionisiaco. Con questa coppia di opposti Nietzsche intende i due impulsi di base dello spirito e dell’arte greca.

L’apollineo scaturisce da un impulso alla forma e da un atteggiamento di fuga al divenire e si esprime nella poesia epica. Il dionisiaco scaturisce dalla forza vitale e della partecipazione al divenire e si esprime nella musica. In contrasto con l’immagine dell’Ellade come equilibrio, egli insiste sul carattere originariamente dionisiaco della sensibilità greca. Tant’è che l’apollineo nasce solo sul terreno di una visione dionisiaca e dal tentativo di sublimare il caos nella forma.

In un primo tempo, impulso apollineo e dionisiaco convivono separati ed opposti. In un secondo tempo, nell’età della tragedia di Sofocle, essi si armonizzano tra loro, dando origine a capolavori. Nell’arte successiva, la loro sintesi è messa in forse dal prevalere dell’apollineo sul dionisiaco. Tale decadenza si concretizza in Euripide e attinge dall’insegnamento di Socrate, con cui si compie l’uccisione degli istinti della vita. La decadenza della tragedia funge quindi da spia rivelatrice della decadenza della civiltà occidentale.

Da Schopenhauer, Nietzsche deriva la tesi del carattere doloroso dell’essere, ma respinge la tematica dell’ascesi. Alla noluntas, egli contrappone un atteggiamento di entusiastica accettazione dell’essere nella globalità dei suoi aspetti. Nietzsche vuole essere un discepolo di Dioniso, poiché nell’antica figura greca egli vede il simbolo del suo sì totale al mondo. Per Nietzsche, solo l’arte può comprendere veramente il mondo; essa ha la funzione di organo della filosofia.

Fra il 1873 e il 1876 Nietzsche scrive le quattro Considerazioni inattuali. Nella prima Inattuale, David Strauss, l’uomo di fede e lo scrittore, Nietzsche attacca il vecchio Strauss, il cui libro, l’Antica e la nuova fede, gli appare inficiato da uno svergognano ottimismo da filisteo.

Nella seconda Inattuale, Sull’utilità e il danno della storia per la vita, Nietzsche attacca lo storicismo, sostenendo che l’eccesso di storia indebolisce le potenzialità creatrici dell’uomo, Inoltre, la cultura storicista, al pari di quella positivista, favorisce l’idolatria del fatto, e fa dell’uomo il risultato di un processo necessario, costretto a incurvare la schiena dinanzi alla storia.

Nietzsche distingue tre tipi di storia: la storia monumentale, antiquaria e critica. La storia monumentale è propria di chi guarda al passato per cercarvi modelli e maestri che non scorge nel presente; essa tende a mitizzare il passato, cancellandone alcune zone. La storia antiquaria è propria di chi guarda al passato con fedeltà ed amore e tende a paralizzare l’agire. La storia critica è propria di chi guarda al passato come a un peso da cui liberarsi per poter vivere. Essa vorrebbe recidere il passato dimenticando che noi siamo il risultato di precedenti generazioni.

Ognuno di questi tre generi di storia è nel suo diritto solo se rimane nel suo terreno.. La terza e la quarta Inattuale, infine, sono un omaggio ai maestri della giovinezza, Schopenhauer e Wagner.

di Domenico Valenza
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