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Le mamme marocchine immmigrate

Le donne marochhine intervistate hanno in comune con le egiziane la stessa appartenenza all’islam. Anche loro sono giunte a seguito del marito o del fratello. Ma a differenza delle egiziane sono giunte non subito dopo il matrimonio ma in un secondo momento insieme ai figli. La ricomposizione del nucleo familiare in terra straniera non è affare da poco. Esso comporta non solo la gioia del ritrovarsi dopo anni di separazione ma anche un profondo raggiustamento della propria vita. Significa fare i conti con il senso di estraneità e di diffidenza che può essersi sedimentato durante il periodo del distacco, ricostruire un equilibrio familiare mutato, adattarsi alle aspettative del coniuge e al tempo stesso adattarsi al nuovo ambiente. Tradizionalmente il padre occupa il ruolo dell’autorità mentre la madre quello dell’affettività; con l’assenza del padre vengono a mancare i ruoli di autorità e potere che la donna non può sostituire. Pertanto l’immagine di se ne risulta profondamente modificata anche perché magari con la lontananza dei mariti le mogli immigrate hanno potuto sperimentare maggiore autonomia e libertà e c’è il rischio che possano scontrarsi con una visione cristallizzata del marito, derivante da rappresentazioni più tradizionali che questo ha mantenuto. Tra gli egiziani e i marocchini è diffusa la famiglia allargata ed è la donna casalinga ed emigrata a  congiungersi al coniuge.
di Barbara Reanda
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