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Le tipologie di dolo in base al tempo

Se si prende come riferimento il tempo, il dolo si distingue in:
- Dolo iniziale, quando sussisteva prima del fatto tipico che, al momento della sua realizzazione, non è più voluto.
- Dolo concomitante, il dolo sussiste al momento del compimento del fatto tipico.
- Dolo successivo, il dolo nasce dopo la realizzazione del fatto tipico, il quale risulta così realizzato con colpa.
Ai fini legali è rilevante soltanto il dolo al momento del fatto e quindi soltanto il dolo concomitante.
Per quanto riguarda il collegamento del dolo con altre condotte illecite a esso connesse, il dolo si distingue anche in:
- Dolo generale, quando un soggetto vuole realizzare un certo evento con una determinata condotta e invece lo realizza con un’altra rivolta ad un fine diverso in quanto caduto in errore (Tizio percuote Caio, facendolo svenire, allo scopo di ucciderlo; poi, credendolo morto, ne incendia il cadavere uccidendolo).
Originariamente si considerava anche il secondo comportamento in dolo rispetto all’evento ottenuto in virtù del c.d. dolo generale.
Oggi si ritiene ci sia un concorso tra il primo comportamento doloso, che non raggiunge lo scopo ultimo, e il secondo comportamento colposo, che raggiunge lo scopo finale del reo ma in maniera a lui inconsapevole.
- Dolo alternativo, quando per raggiungere uno scopo il soggetto attivo è disposto a porre in essere due tipi di reato in maniera non cumulativa: o l’uno o l’altro.
In questi casi se il reo ha agito in dolo diretto allora risponde del reato realizzato e dell’altro come tentato, se ha agito in dolo eventuale risponde solo di quello realizzato.

di Stefano Civitelli
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