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Le variabili per descrivere l’organizzazione

Le interazioni e le interdipendenze
Le organizzazioni sono entità complesse, la cui performance dipende dalla capacità di individuare soluzioni efficienti per gestire dinamicamente le relazioni di scambio, di potere e di condivisione tra i loro elementi costitutivi.
Ci sono quattro aspetti che qualificano le relazioni:
1. dimensione strutturale: si riferisce alle risorse tecniche e fisiche necessarie per realizzare un certo prodotto o servizio
2. dimensione comportamentale: considera gli aspetti sociali, psicologici e comportamentali che qualificano le relazioni tra attori organizzativi individuali e collettivi, e che attribuisce rilevanza a elementi quali le motivazioni, i valori e la cultura
3. dimensione informativa: si focalizza sulle informazioni e sulle conoscenze che vengono scambiate attraverso le relazioni
4. dimensione contrattuale: analizza l’impatto del pilastro regolativo delle relazioni
La definizione dei meccanismi operativi a supporto delle relazioni può essere ricondotta a due approcci:
- approccio meccanico: considera prevalentemente la dimensione strutturale e quella contrattuale, e attribuisce rilevanza all’intensità, alla frequenza e all’incertezza
- approccio comportamentale: considera prevalentemente la dimensione comportamentale e quella  informativa, attribuisce rilevanza sia al contenuto della relazione sia a tutte le variabili che descrivono il comportamento degli attori (motivazioni, competenze, potere, leadership, asimmetrie informativa, cultura)
Le attività lavorative possono essere distinte in attività di trasformazione e attività d’interazione.
Le attività di trasformazione sono quelle legate al produrre, implicano lo scambio di beni e servizi e sono quelle che in termini di produttività sono ormai facilmente gestibili. I meccanismi operativi che le sostengono dipendono in prevalenza dalla dimensione strutturale e contrattuale, la cui progettazione segue l’approccio meccanico.
Nelle attività di interazione invece, prevalgono la dimensione comportamentale e informativa e l’individuazione dei meccanismi operativi per il loro funzionamento segue prevalentemente l’approccio comportamentale. Nella categoria delle attività di interazione rientrano le attività che supportano quelle di trasformazione attraverso:
° la ricerca, lo scambio e la condivisione di informazioni e conoscenze
° il coordinamento delle azioni individuali o collettive tra attori interni, o tra attori interni ed esterni
° il controllo delle prestazioni individuali o collettive
La scelta dei meccanismi operativi a supporto delle attività che le organizzazioni realizzano è basata sull’analisi delle interdipendenze.
Le interdipendenze sono gli scambi o la condivisione di risorse materiali e di informazioni tra gli attori delle unità organizzative o tra diverse unità organizzative interne o esterne, al fine di realizzare le attività operative. Le interdipendenze si distinguono in tre categorie:
1) interdipendenze generiche: relazione che si stabilisce tra due parti dell’organizzazione per il solo atto che dalla loro attività e dal loro contributo dipende la prestazione complessiva dell’organizzazione
2) interdipendenze sequenziali: relazione di scambio tra due parti dell’organizzazione per cui l’output di una diventa l’input dell’altra
3) interdipendenze reciproche: relazione di interazione che si stabilisce tra parti che co-agiscono, definiscono autonomamente le azioni da compiere aggiustandole l’una rispetto all’altra e giungendo in tal modo a un’azione comune
Mutuo adattamento: induce gli attori a trovare nel concreto svolgimento della loro attività il modo di cooperare, facendo leva anche su valori e convenzioni di comportamento comuni.

di Giulia Mestre
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