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Mayo - Il fattore umano

Mayo accusa lo Scientific Management che considera i dipendenti come puri erogatori di forza lavoro; egli sottolinea invece la necessità di una visione più completa del rapporto uomo azienda che recuperi il fattore umano.
Molti aspetti della condotta umana non possono essere considerati in termini puramente logici, ma richiedono il ricorso a fattori emozionali.
Applicando questo principio al lavoro, vi sarà un aumento della produttività.
Mayo non contesta il metodo Tayloriana e il metodo scientifico, egli semplicemente obietta allo scientific management di non riconoscere il retroterra psicologico dei soggetti, regolato da pulsioni non conformi a criteri di razionalità.
Mayo insiste sulla necessità di creare un ambiente di lavoro socialmente gradevole e armonico che soddisfi il “fattore umano”.
L’intervento di psicologi aziendali può evitare che ansie e frustrazioni possano avere effetti negativi sulla disponibilità organizzativa del gruppo.
Il retroterra psicologico è sprovvisto di una dimensione razionale; la sola razionalità è quella che regola le logiche produttive della libera impresa. Spetta al management mobilitare gli uomini per raggiungere i suoi programmi e al contempo sviluppare politiche integrative capaci di soddisfare le esigenze emozionali degli individui.
di Priscilla Cavalieri
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